Turismo Nazionale

Elba, l’isola che non finisce mai di stupire

Ci sono mille motivi validi per visitare l’Isola d’Elba. Sole, mare, spiagge, storia, cultura e non può mancare un assaggio della cucina locale, dove tutto parla di tradizioni culinarie che raccontano una lunga storia di incontri tra popoli, di simbiosi culturali, di scambi di ricette.


L’Isola d’Elba è la terza isola italiana. O meglio, dopo Sicilia e Sardegna, è la più grande delle isole minori italiane. 223 chilometri quadrati di superficie, 147 chilometri di coste, l’Elba dista circa 10 chilometri dalla costa ed è raggiungibile comodamente in un’ora in traghetto. Composta di 8 comuni, è sede del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e del Santuario dei Cetacei, a testimonianza della sua particolare biodiversità, che è una delle principali attrattive per le centinaia di migliaia di turisti che la visitano ogni anno. Non è solo la storia dell’isola ad attrarre i suoi visitatori: una delle sue peculiarità è la straordinaria diversità dei paesaggi che s’incontrano. Le spiagge all’Elba sono circa 190 e tutte diverse tra di loro: lunghi arenili di sabbia dorata, piccolissime calette di sassolini, spiagge di sabbia nera, altre di ciottoli bianchissimi, nonché scogliere di liscio granito. Spiagge che, unite a straordinari panorami e a un mare cristallino, non hanno niente da invidiare ai più rinomati luoghi caraibici. Il fondale nella maggior parte delle spiagge digrada velocemente, salvo in quelle di sabbia della Biodola, Marina di Campo, Lacona, Procchio e Fetovaia, dove per circa 30-40 metri dalla battigia si tocca ancora. Tutte le spiagge sono libere o comunque hanno una buona parte della spiaggia libera. Esistono zone servite da stabilimenti balneari attrezzati dove, oltre a noleggiare cabine, sdraio e ombrelloni, è possibile praticare molti degli sport acquatici più diffusi. Sono presenti inoltre in alcune spiagge i “Punti Blu” dove poter noleggiare ombrelloni e lettini da utilizzare nella spiaggia libera.
Ci sono mille motivi validi per visitare l’Isola d’Elba. Sole, mare, spiagge, storia, cultura e non può mancare un assaggio della cucina locale, dove tutto parla di tradizioni culinarie che raccontano una lunga storia di incontri tra popoli, di simbiosi culturali, di scambi di ricette. La cucina elbana risente, infatti, di influenze orientali e spagnole dovute alle costanti invasioni saracene e al dominio iberico sull’isola. Anticamente divisa in cucina di montagna e cucina di mare, oggi è possibile gustare le diverse tradizioni in qualunque ristorante dell’isola, variando a seconda delle esigenze. Una cucina diversa da quella Toscana, uno scrigno di veri sapori isolani, patrimonio di antica saggezza e di moderna passione per i gusti decisi.

I sapori del mare: il pesce – La cucina elbana a base di pesce si basa su piatti semplici e sani ma molto gustosi e diversi dalla “solita” cucina di mare, nei quali domina la fantasia degli accostamenti tra pesce e aromi caratteristici dell’isola. Uno dei piatti tipici è il cacciucco, originario di Livorno, ma personalizzato grazie all’impiego di erbe aromatiche: una zuppa di pesce molto gustosa, con pomodoro, aglio e peperoncino in aggiunta a diversi tipi di pesce “povero” e di crostacei. Un’altra zuppa elbana di tradizione antica è la “sburrita”, un piatto di origine spagnola molto amato dai lavoratori delle miniere elbane e tipico di Rio Marina, a base di baccalà, aglio, erbe aromatiche e olio d’oliva, servito su fette di pane abbrustolito. Tra le altre peculiarità dell’Isola anche la Palamita (presidio Slow Food), un pesce che fa parte della famiglia degli sgombri e dei tonni che si presta ad innumerevoli preparazioni (es. il sugo di Palamita, filetti sott’olio, ecc.).

I sapori dell’entroterra – Grazie anche alla sua diversità paesaggistica, l’isola offre, oltre alla cucina di pesce, molte altre specialità montane: infatti, essendo ricca di verde nella zona occidentale e in particolare nel Marcianese, in autunno – ma anche a primavera inoltrata – abbondano i funghi e se ne possono raccogliere ben 200 specie, fra cui i più importanti sono certamente il porcino e l’ovolo. Nello stesso versante dell’isola, in particolare a Marciana, è molto comune la crescita di grandi castagni; le castagne, fresche, secche o divenute farina, erano considerate basilari per l’alimentazione fino agli anni Cinquanta, ed oggi i suoi derivati si trovano spesso sulla tavola, dal pane alla pasta. A goderne sono gli abbinamenti con la carne di cinghiale, utilizzata in molte ricette all’Isola d’Elba come le pappardelle al ragù di cinghiale, oppure cinghiale stufato, alla bracconiera, con le olive all’etrusca, con i porcini, alla cacciatora. Molto particolare all’Elba è il miele, che si produce da molte varietà di fiori. Si possono degustare miele di millefiori, di castagno, di corbezzolo, di erica, di eucalipto, di rosmarino, di cardo. Anche la coltivazione delle olive trova il suo spazio: la qualità del prodotto è veramente eccellente e si produce, così, un ottimo olio extravergine di oliva, contraddistinto con il marchio IGP, Indicazione Geografica Protetta, come vuole la più antica tradizione toscana.

Il vero fiore all’occhiello dell’isola: il vino
– Qui la coltura della vite ha origini antichissime: i muretti a secco che delimitano i vigneti risalgono ad oltre 3000 anni fa. Plinio il Vecchio definì l’Elba insula vini ferax, “l’isola che produce tantissimo vino”, sui fondali giacciono infatti numerosi relitti di navi cariche di anfore dirette ai principali porti d’Europa. I Medici ed i Lorena difesero la coltura della vite e lo stesso Napoleone ordinò l’impianto di nuovi vigneti. Ben 7 vini dell’Elba oggi si fregiano del marchio “DOC”, meritato premio ad una tradizione millenaria, e recentemente, l’Aleatico – il vino passito che si ottiene da uve autoctone – ha ottenuto la DOCG, a fianco dei grandi vini toscani come il Chianti e il Brunello.

Terra privilegiata dai bikers, paradiso dei sub, “sentiero infinito” per gli appassionati di trekking, l’Isola d’Elba è la meta ideale per chi ama lo sport e desidera vivere una vacanza completa tra natura, mare e attività fisica. Grazie al clima mite anche in primavera e autunno ed alle sue incontaminate bellezze naturali, l’isola più grande dell’Arcipelago Toscano soddisfa sia chi pratica gli sport estremi sia gli ospiti più tranquilli: tutti possono praticare ogni tipo di attività all’aria aperta, sotto il profilo delle acque azzurre o sopra le falesie delle sue rocce.
Sopra e sotto il mare – Fondali affascinanti, grotte naturali e numerose specie di pesci, riserve marine incontaminate come quella dello Scoglietto di Portoferraio, relitti affascinanti e pronti ad essere esplorati come quello di Pomonte, accolgono ogni anno i sub più esigenti, mentre vele gonfie di vento affollano e colorano il mare da Marina di Campo a Bagnaia, a Naregno, e canoe silenziose ne solcano le coste.
Chilometri di sentieri da percorrere – A piedi, in sella ad un cavallo o ad una mountain bike, basta scegliere: avventurarsi su uno dei sentieri della GTE, la Grande Traversata Elbana, oppure scegliere di percorrere in bici uno dei percorsi tracciati all’interno del Capoliveri Bike Park, sul promontorio di Monte Calamita, è il modo più giusto per inoltrarsi sulle pietraie ed i sentieri profumati dalle essenze della macchia mediterranea dai quali scoprire i piccoli paesi sottostanti ed il verde di una natura viva. Trascorrendo una vacanza all’Elba, anche chi si diverte a sfidare il proprio coraggio lanciandosi con il parapendio o a scalare con la tecnica del free climbing i picchi di roccia o, diversamente, a passare una rilassante giornata sui campi da golf, potrà trovare attrezzatissimi centri dove anche chi non è esperto potrà avvicinarsi a questi sport grazie agli istruttori. La sfida estrema, quella degli amanti del Triathlon, si svolge una volta all’anno, sul percorso Ironman di marina di Campo.
Wellness – L’alternativa agli sport estremi? Le Terme di San Giovanni, davanti al Golfo di Portoferraio, che sorgono su un bacino palustre di 5 ettari, da cui si estrae un limo ad alto potenziale terapeutico che fa di questo moderno impianto termale l’unico Centro Talassoterapeutico del Mediterraneo occidentale. Il centro termale comprende anche un’area benessere, detta Thermarium, dove vengono condotti classici trattamenti estetici e beauty farm insieme ad ambienti wellness, quali Sauna Finlandese, Bagno Turco, Docce emozionali policromatiche e Stanza del Sale per una sana e salubre Haloterapia.

Testo e foto di Jimmy Pessina

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