Turismo Internazionale

Perù, storia di un viaggio tra cultura e tradizione

Il Perù ci invita a scoprire che la vera ricchezza non ha a che fare con ciò che si ha, ma con la possibilità di vivere esperienze indimenticabili. E per cominciare a viverle bisogna andare in Perù, un luogo dove la diversità e l’autenticità della sua cultura, natura e gastronomia nascondono il segreto della vita stessa.

Il Perù è un Paese molto grande e per visitarlo tutto ci vorrebbero parecchi mesi, così ogni viaggiatore è costretto a selezionare le mete che davvero non vuole perdersi e deve organizzare il viaggio di conseguenza. Questo perché fin dal principio ho escluso di visitare tutta la parte nord del Paese, dove si trova la famosa selva peruviana. Rimanevano così i deserti del sud e le aride ed elevatissime montagne del sud-est, finalmente uno scenario un po’ diverso da mare, tropici e giungla.
Il nostro reportage è iniziato a Lima, che ho raggiunto in aereo da Milano via Madrid. Ora che il mio viaggio in Perù è ufficialmente concluso posso condividere con voi l‘itinerario che l’operatore milanese Vuela ha scelto per visitare questo straordinario Paese, pur lasciando i luoghi della transumanza turistica, inserendo siti archeologici di una bellezza incredibile. Inoltre, ci hanno accompagnato per tutto il viaggio, la titolare della Vuela, Karina Ruiz e lo chef stellato peruviano Raffael Rodriguez, che ci illustrava tutte le portate nei ristoranti. Dall’aeroporto di Lima ci trasferiamo per la “città bianca” di Arequipa, conosciuta con questo nome per le sue costruzioni in sillar, pietra bianca di origine vulcanica. La visita della città inizia con una sosta al pittoresco quartiere di Yanahuara e al belvedere di Carmen Alto con vista sulle antiche colture a terrazzamenti della Valle di Chilina. Proseguiamo per la Plaza de Armas, considerata come una delle più belle del Paese. Al suo centro si trova una fontana in bronzo coronata da un angelo con una trombetta chiamata “Tuturutu”. La Cattedrale, costruita nel 1621 e riedificata nel 1844 dopo un grande incendio, fu nuovamente ricostruita nel 2002 dopo un forte terremoto. Sosta alla “Casa del Moral” (XVII secolo d.C.), per apprezzare la facciata in stile barocco di uno dei più antichi e importanti monumenti architettonici della città bianca. Splendida la chiesa della Compagnia di Gesù con i suoi chiostri, considerati la massima espressione dell’architettura religiosa del XVII secolo, e al celebre Monastero di Santa Catalina, fondato nel 1579 e aperto al pubblico dal 1970, una vera cittadella nella città. Il complesso religioso copre un’area di 20.000 mq, si sviluppa tra passaggi stretti e tortuosi, viuzze colorate e giardini rigogliosi. Terminiamo la giornata al Museo Santuarios Andinos, dove è esposta Juanita, una giovane Inca sacrificata agli Dei più di 500 anni fa sul vulcano Ampato (6380 m).
Da Arequipa, ci spostiamo a Chivay, in direzione del Canyon del Colca. Attraversiamo le pampa di Cañahuas, uno dei pochi posti al mondo in cui si possono osservare le vigogne allo stato brado. In questa immensa riserva si trovano anche lama e alpaca. Durante il tragitto abbiamo ammirato le bellissime terrazze di origine precolombiana che tuttora vengono coltivate dagli indigeni Collaguas. Il punto più alto che abbiamo raggiunto è stato il passo di Patapampa (4910 m), per poi discendere fino a Chivay (3600 m). Visita dei Bagni Termali di La Calera, a 3 chilometri da Chivay. Queste terme dalle virtù curative sono molto apprezzate anche dagli abitanti della regione.
Partenza al mattino presto per la Cruz del Condor da dove si gode un bellissimo panorama della Valle del Colca. Alla Cruz siamo stati fortunati, oltre godere di una bellissima giornata, abbiamo potuto osservare il maestoso volo dei condor, che approfittano delle correnti ascensionali del canyon per venire a volare vorticosamente sopra le nostre teste. Al rientro a Chivay una sosta al villaggio di Maca per poter visitare brevemente una delle chiesette coloniali più ricche della vallata. Proseguimento per Puno (3800 m), una fermata veloce a Lagunillas, dove le montagne si rispecchiano sull’acqua azzurra della laguna creando un magico gioco di colori. Imperdibile l’escursione in battello da Puno alle Isole galleggianti degli Uros sul lago Titicaca, indigeni di origine Aymara il cui stile di vita e la forte tradizione hanno sempre attirato la curiosità dei visitatori. Chiamati anche tribù dell’acqua, abitano su isole di canna di totora (giunco), che utilizzano anche per la costruzione delle loro capanne e imbarcazioni; vivono principalmente di pesca, patate essiccate e volatili marini.
Continuiamo il viaggio in barca verso l’isola di Taquile, a 35 km dalla città di Puno. Una lunga scalinata in pietra conduce dal molo al centro dell’isola, ma per i visitatori è stato creato un sentiero meno ripido che circonda l’isola e permette di godere del paesaggio circostante durante il percorso che porta alla piazza centrale. Siamo stati sorpresi da una vista meravigliosa: il blu acceso del lago Titicaca, il cielo sempre azzurro e le cime innevate della Cordigliera Reale boliviana. Gli abitanti sono molto ospitali, vivono di agricoltura e allevamento e sono abilissimi tessitori. Da Puno ci trasferiamo a Ollantaytambo, la bellezza del paesaggio è unica, passando dall’altopiano alla pampa delle Ande, attraversando numerosi villaggi caratteristici. Il punto più elevato che si attraversa è La Raya (4312 m), che segna il limite tra la zona della pampa andina e quella dell’altopiano. Una sosta alle famose Chullpas di Sillustani, tombe circolari di origine pre-inca utilizzate anche dagli Inca. In ognuna di queste torri funerarie sono stati ritrovati fino a 25 corpi mummificati in posizione fetale ed accompagnati da offerte come cibo, gioielli e utensili da lavoro che potessero servire ai defunti per la loro vita nell’aldilà. Il sito si trova a circa 4000 metri s.l.m. in un paesaggio dominato dalle montagne che circondano il lago di Umayo. Sul percorso incontriamo Racchi, un altro sito archeologico Huari di grande importanza per l’architettura unica nel suo genere. Questo posto, di grande estensione, è composto di numerose costruzioni tra le quali spiccano il tempio principale o Tempio di Wiracocha, che presenta una serie di colonne circolari in adobe (mattone di fango e paglia) di cui ora rimangono visibili le ampie basi. Fermata ad Andahuaylillas, dove si trova l’impressionante cappella conosciuta come “la piccola sistina”.
Da Ollantaytambo, prendiamo il treno che ci porta a Aguas Caliente, la base di partenza per l’imperdibile visita alle vestigia maestose de “la città perduta degli Inca”, scoperta nel 1911 dall’antropologo americano Hiram Bingham. Le rovine si trovano sulla cima del Machu Picchu (montagna vecchia in quechua), ai piedi del Huayana Picchu (montagna giovane), circondate dai fiumi Urubamba e Vilcanota. Il complesso è diviso in due grandi zone: la zona agricola, formata dai tipici terrazzamenti inca che si trova a sud, e la zona urbana a nord, che era l’area dedicata alle attività quotidiane, civili e religiose. La bellezza e la storia di questo sito si possono recepire arrivando all’alba, quando tutto è ancora coperto dalle nubi e piano piano la coltre si alza lasciando il viaggiatore stupito da tanta bellezza: anche questa non è una tappa del turista mordi e fuggi. Si rientra al villaggio di Aguas Calientes, partenza in treno fino alla stazione di Ollantaytambo e breve visita a uno degli ultimi siti costruiti dagli Inca prima dell’arrivo degli Spagnoli. Gran parte della costruzione è rimasta inconclusa, le pietre abbandonate come testimonianza della battaglia che si tenne tra Manco II e i Conquistadores. Interessante il villaggio dove le strette vie, la piazzetta e le fondamenta delle costruzioni sono ancora quelle originali. Nel primo pomeriggio partenza per Cusco, attraversando la Valle Sacra degli Inca.
Cusco, che in lingua quechua si traduce in “l’ombelico del mondo”, è l’antica capitale dell’Impero Inca, di cui rimangono ben conservate le imponenti rovine del suo passato glorioso. I siti archeologici, i tesori dell’epoca coloniale, i mercati colorati, le chiese e le piazze, fanno di Cusco la più affascinante città del Sud America. La visita della città inizia con La Plaza de Armas dove, secondo la leggenda, si conficcò il bastone d’oro dell’Inca Manco Capac, indicandogli il luogo esatto dove fondare la città che sarebbe diventata la capitale dell’Impero. Si prosegue poi per il caratteristico quartiere di San Blas, dove i palazzi dell’epoca coloniale sono stati costruiti sulle fondamenta dei palazzi incaici e dove si trovano gli artigiani e gli antiquari più importanti della città. La grande Cattedrale è stata eretta nel XVI secolo sulle fondamenta del Palazzo Inca di Wiracocha. Non poteva mancare una capatina a Korikancha, il centro religioso più sacro dell’epoca incaica dedicato al culto del dio Sole e sul quale, dopo l’arrivo degli Spagnoli, è stato costruito il convento di Santo Domingo. Interessanti le rovine fuori città: l’anfiteatro di Qenqo, centro di culto alla Pachamama (Madre Terra in quechua); Puka Pukara, un antico rifugio utilizzato dai chaski (messaggeri inca) per riposarsi durante le lunghe spedizioni ed utilizzato come forte dopo l’arrivo degli Spagnoli; Tambomachay, conosciuto come “Bagno dell’Inca”, centro dedicato al culto dell’acqua. Ultima tappa a Sacsayhuaman, ancora oggi oggetto di studi archeologici. Questo sito copre un’area di 6 km2 e si pensa potesse essere un centro polifunzionale al pari di Machu Picchu. Non può mancare una visita del mercato artigianale di Pisac. Dalla piazza principale inizia la fiera che avvolge – principalmente la domenica – tutto il paese offrendo ai visitanti uno spettacolo di colore e folclore. La frutta e la verdura sono ordinatamente esposte su teli distesi al suolo, si possono trovare inoltre tanti negozi per acquistare articoli artigianali provenienti da tutta la regione: tessuti colorati, poncho tradizionali, gioielli, antichità, oggetti rituali e molto altro. Il nostro viaggio prosegue per Lima.
Trasferimento all’aeroporto di Cusco e partenza per Lima. Non avevo grandi aspettative, ma devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso. Il centro di Lima è davvero carino, finalmente una città coloniale con qualche edificio passabile e un po’ di storia. Niente a che vedere con le città europee a cui siamo abituati, ma comunque niente male. Il quartiere più consigliato per soggiornare è Miraflores, risaputamene il più sicuro e chic, con tanti negozi, ristoranti e una bella passeggiata lungomare. Iniziamo la visita della città con la Cattedrale di Lima, costruita nel 1625 e ricostruita nel 1940 dopo un grande terremoto che percosse la capitale. Si prosegue poi con la visita al Convento di San Francisco, un bell’esempio di architettura coloniale con il suo chiostro ornato con colorate piastrelle di Siviglia ed affreschi rappresentanti la vita di San Francesco d’Assisi. Il convento è conosciuto inoltre per la sua favolosa biblioteca, tra le più antiche del Sud America, e le catacombe dove si trovano le ossa di migliaia di persone decedute durante gli anni della colonizzazione spagnola. Non poteva mancare una capatina al Museo Larco Herrera, fondato nel 1926 e situato dentro un elegante edificio del XVIII secolo, costruito sopra una piramide precolombiana del VII secolo. Il Museo ospita una grande collezione d’oro, argento e ceramica ed è uno dei pochi musei al mondo, dove i visitatori possono percorrere il deposito ed apprezzare i 45.000 oggetti archeologici debitamente classificati; un’esperienza davvero unica.

Testo e foto di Jimmy Pessina

Show More

Related Articles

Close
Close