Approfondimento

Intervista a Flavio Nuti – Podere La Regola

In Toscana, in provincia di Pisa, tra le terre degli antichi Etruschi i fratelli Nuti, Luca e Flavio, portano avanti un progetto di cantina per la produzione di vini di alta qualità, con un rigoroso rispetto ambientale. Il progetto è profondamente allacciato al territorio ma è anche strettamente connesso e nutrito dalla loro grande passione: l’arte.

Buongiorno Flavio, lei di professione è un avvocato ma è anche comproprietario dell’azienda vitivinicola Podere La Regola. Qual è il suo ruolo all’interno della cantina?
Nel pieno della mia professione, che tuttora svolgo, ho deciso, nel 2000, di affiancare mio fratello Luca, agronomo, nella conduzione dell’azienda familiare prendendo in mano la gestione amministrativa, i rapporti commerciali, la comunicazione e gli eventi.
Con Luca, abbiamo sempre lavorato con l’unico obiettivo di essere degni ambasciatori di questo nostro territorio, vocato da sempre alla vite.
Oggi, la nostra è una cantina ecosostenibile ed è abbellita con opere d’arte. Sorge nel comune di Riparbella, e precisamente in località Belora, proprio là dove gli Etruschi, sin dal VII sec A.C., coltivavano la vite.

Che cosa è per lei il vino?
Il vino per me non è solo una bevanda “inebriante” ma è il frutto di un’arte che dagli Etruschi – antichi abitanti della Val di Cecina e della vicina Volterra – è arrivata fino a noi, arricchendosi di storia e cultura, di cui è caposaldo insieme all’arte di fare cibo e l’arte in quanto Arte. Sono tutti aspetti necessari per comunicare la tipicità di un territorio, tanto è vero che in occasione dell’inaugurazione della nostra nuova cantina abbiamo realizzato un libro “La Regola degli chef” che, oltre a raccontare la nostra storia, tratta anche dei nostri vini abbinati alle ricette di chef toscani con riferimento anche all’ambito architettonico e artistico della cantina stessa.
 
Quali sono le “Regole” che ispirano la vostra attività?
“Territorio, natura e uomini, da questo nascono le nostre… regole”. Questo è lo slogan che ispira la nostra attività sia in vigna che in cantina.

Il territorio è l’ambiente in cui l’attività si svolge, vocato per il clima temperato e la particolarità del terroir (costituito da un’esposizione solare continua e da un suolo argilloso con stratificazioni di sabbie plioceniche e minerali ferrosi). Qui, la natura esprime la ricchezza di vegetazione, basti pensare che le querce da sughero contornano i nostri vigneti che sono rigorosamente coltivati secondo le tecniche dell’agricoltura biologica, senza uso di sostanze chimiche e con metodi ecosostenibili. Infine, gli uomini che hanno un ruolo importante non solo nella conduzione ma anche nella fase della raccolta delle uve e nei processi di vinificazione fino all’imbottigliamento. 
 
La Cantina Podere La Regola è sita, come accennato da lei, su un territorio che, oltre ad essere vocato alla coltura della vite, è luogo ricco di storia. Quanto questo ha influito sul vostro lavoro?
Come dicevo, gli Etruschi hanno vissuto e coltivato la vite dove ora sorge la nostra Cantina e questo ci ha suggerito di rispettare ancor di più la storia del luogo, tant’è che la struttura è stata concepita utilizzando solo materiali come cemento, ferro e legno, nel pieno rispetto dell’ambiente. Per i processi di lavorazione utilizziamo l’energia solare mentre per l’illuminazione solo lampade a led. Addirittura il piano primo è interamente in legno e con spazi dedicati agli eventi, ai convegni.
Per questo aspetto di ecosostenibilità abbiamo ricevuto il premio Ecofriendly 2017 del Touring Club e la Menzione Speciale nel concorso internazionale “La fabbrica nel paesaggio“ promosso dalla Federazione dei Club UNESCO con il patrocinio del MIBACT.
 
La vostra azienda ha ideato un progetto che va oltre il concetto di territorio, di tradizione, di ecosostenibilità… un progetto “A Regola d’Arte”.
Il vino, come sostenevano gli Etruschi, non è solo nutrimento del corpo ma anche dello spirito e manifesta la nostra umanità. Ecco perché abbiamo ideato, su questo tema, il progetto “A Regola d’Arte“. Vogliamo rivalorizzare il senso di umanità che oggi stiamo perdendo. Come? Attraverso le opere d’arte le quali ricordano la spiritualità che attraverso il vino anche gli Etruschi esprimevano. Questo è il senso dell’affresco, unico nel suo genere – calcoli che è di ben 46 metri lineari per 4 metri di altezza – che l’artista Stefano Tonelli ha realizzato per noi nella barricaia della Cantina. Esso raffigura una danza cosmica in omaggio al sentimento e all’amore che gli Etruschi avevano per questo “nettare divino“. 
Quest’opera d’arte, lo scorso anno, è stata visitata da Vittorio Sgarbi. Inoltre, il critico d’arte Luca Nannipieri ha curato il libro di Stefano Toninelli ”Somnium”, la cui prefazione è stata scritta dal critico cinematografico Fabio Canessa.
Presto, abbiamo intenzione di realizzare, in questo nostro “opificio culturale”, anche un altro progetto che sarà presentato il prossimo 23 aprile in occasione della giornata mondiale del Libro: “La Regola della letteratura“ per valorizzare la narrativa sul vino.

Alice Lupi

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