Turismo Nazionale

Viaggio in Val d’Aosta

In una piccola regione un po’ defilata dalle grandi rotte del turismo, tesori da scoprire: monti altissimi, ghiacciai, giardini botanici, tesori archeologici

Tra celebri montagne e incantevoli paesaggi la più piccola regione d’Italia custodisce tesori che non tutti conoscono. Borghi e castelli, centri termali, siti archeologici e i “quattro giganti delle Alpi”: il Monte Bianco, il Monte Cervino, il Monte Rosa e il Gran Paradiso. Dall’alto dei loro quattromila metri circondano le dolci vallate, conservano i ghiacciai e i laghi alpini, proteggono boschi e riserve naturali. L’autunno può essere proprio la stagione ideale per un viaggio in Val d’Aosta, anche per un ricco calendario di eventi tradizionali ed enogastronomici. Dalla désarpa, il 29 settembre, con la discesa delle mucche dagli alpeggi a fondo valle, a “Lo Pan Ner” – il pane delle api, il 5 e 6 ottobre, con la cottura del pane di segale nei forni di oltre 50 paesi, alla Festa delle mele, il 6, 12, 13 ottobre a Gressan e Antey-Saint-André, al famoso Marché au Fort, il 13 ottobre, ai piedi del suggestivo Forte di Bard, tradizionale mercato di prodotti enogastronomici e vetrina dei sapori valdostani.
Poi, più avanti nella stagione, feste di allevatori, concorsi sul migliore miele della Valle d’Aosta, esposizioni di vini della cosiddetta viticoltura eroica, fatta ad alta quota, con particolari condizioni climatiche che rendono unico il prodotto finale.

Occasioni intriganti, dunque, per scoprire la regione. Una regione che è sempre più attenta al tema del turismo ecosostenibile. Ne è prova l’ultimo interessante progetto “Alpine Green Experience”, sviluppato grazie a una visionaria intuizione di Andrea Celesia, proprietario dell’Eco Wellness Hotel Notre Maison di Cogne. Il progetto nasce dall’idea di coinvolgere l’ospite in un percorso virtuoso: le strutture coinvolte offrono agli ospiti, in abbinamento ai servizi alberghieri, un’autovettura elettrica che potrà essere ritirata presso l’Aeroporto di Torino Caselle o presso le Stazioni ferroviarie di Torino Porta Susa e Torino Porta Nuova, per raggiungere la Valle e spostarsi durante il soggiorno, vivendo l’emozione della guida elettrica completamente sostenibile e apprezzandone il silenzio. D’altronde la salvaguardia e la valorizzazione dell’ambiente sono da tempo al centro dei valori del turismo valdostano.
Nella regione sono presenti Chamois, raggiungibile solo in funivia, e Cogne due bellissime “Perle alpine”, inserite nel circuito internazionale virtuoso che invita alla mobilità dolce, mettendo a riposo la propria auto e scoprendo il fascino delle passeggiate, delle pedalate e delle escursioni a cavallo. Le stagioni trascorrono quindi in slow motion per assaporare ogni istante, in un paesaggio incontaminato e protetto dai ritmi frenetici delle grandi città.
Un’estesa rete di sentieri permette di camminare in ogni stagione nel cuore del Parco nazionale Gran Paradiso: questa è la ricchezza di Cogne, il comune più esteso della Valle d’Aosta, affacciata sull’ampio prato di Sant’Orso, a 1.500 metri di altezza.
Da non perdere, per conoscere la varietà della flora alpina, è il giardino botanico Paradisia, che ospita oltre 1.000 specie botaniche delle Alpi e di altri gruppi montuosi di tutto il mondo, una collezione di licheni e un giardino delle farfalle. Fino a ottobre continuano le visite alla miniera di magnetite di Cogne (tra le più alte d’Europa), oltre 100 km di gallerie e impianti originali, per un tuffo nel passato di generazioni di minatori.
Anche in inverno Cogne ha le sue attrazioni: più di 70 km di piste per lo sci di fondo (per cui è una delle grandi località valdostane dello sci nordico, piste per lo sci di discesa, con alcune piste di media difficoltà che dalle pendici del Montseuc arrivano fino in paese, e infine oltre 150 cascate di ghiaccio naturali tra Lillaz, Valnontey e Gimillan, che ne fanno una meta eccezionale per lo sci-alpinismo e per l’arrampicata su ghiaccio.
www.cogneturismo.it
www.alpine-pearls.com

Anche La Thuile è imperdibile, il comune più occidentale della Valle d’Aosta, a 1500 metri circa di altezza, dominata dai 3800 metri del massiccio del Rutor con il suo fantastico ghiacciaio e dalla maestosità della catena del Monte Bianco. Una grande conca soleggiata, appena sotto il Colle del Piccolo San Bernardo, attraverso il quale si passa in Francia: 220 km di itinerari in Mountain Bike, strade di grande suggestione, anche attraverso un vecchio villaggio minerario, classiche passeggiate da trekking di differenti difficoltà, verso il Belvedere di Arpy, stupenda balconata sulla catena del Bianco. Molti itinerari portano a scoprire anche una storia antica di grande interesse culturale. Nel Colle del Piccolo San Bernardo si trovano un Cromlech, uno dei rari cerchi megalitici presenti in Italia, un tempietto gallico, la Columna Jovis, un’alta colonna di porfido grezzo che ora sostiene la statua di San Bernardo, una Mansio, che, sulla “Via delle Gallie”, garantiva accoglienza, ristoro e pernottamento ai viaggiatori e agli animali da trasporto.
www.lathuile.it

Infine Aosta, il capoluogo, per un viaggio nel tempo!
C’è la celebre Aosta romana e l’Aosta medievale.
Ma soprattutto è sorprendente l’Aosta megalitica che, solo da due anni, offre alla visita turistica un sito di eccezionale importanza. Per giunta allestito con una concezione all’avanguardia, di grande impatto visivo e didattico. È il sito di Saint Martin de Corléans, praticamente un sobborgo della città, dove, nel 1969, una ruspa urtò per caso una stele antropomorfa.
Oggi, sotto un’enorme struttura di più di mille metri quadrati, sono esposti, così come si trovavano all’origine, monumenti e reperti che risalgono al 4000 a.C. e hanno rivoluzionato le conoscenze della preistoria europea. Appaiono sorprendenti testimonianze di civiltà misteriose dal Neolitico all’Età del Rame: dolmen e straordinarie stele antropomorfe, riti antichissimi come la semina dei denti e la perforazione dei crani nei vivi, numerosi oggetti di uso quotidiano, solchi d’aratro, non si sa se tracciati da un aratro a trazione animale o umana.
Colpiscono l’attenzione soprattutto le 46 stele antropomorfe che raffigurano divinità, eroi e capi guerrieri, rimaste per millenni a guardia di un mondo inghiottito dal tempo.
Dopo la visita al sito megalitico, il Museo Archeologico di Aosta introduce a tutto il patrimonio della regione, dall’età del ferro fino al Medioevo, ricostruendo le vicende dei Salassi, popolazioni celto-liguri, la conquista romana, le ceramiche, i marmi, i vetri, i sarcofaghi, le iscrizioni e i gioielli.
Da qui parte il percorso nella Aosta romana, una colonia strategica, per controllare l’accesso dalle Prealpi alle fertili terre della Pianura Padana: il Decumanus Maximus, l’attuale via Porta Prætoria, era la prosecuzione naturale della Via consolare delle Gallie che da Milano arrivava fino al Piccolo San Bernardo.
Perfetta testimonianza di questa città romana, nata come colonia militare e poi abbellita e ingrandita con funzioni civili, l’arco di Augusto, la magnifica porta Pretoria, il Teatro e il Cripto portico.
www.regione.vda.it
www.lovevda.it

di Franca Dell’arciprete Scotti

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