Approfondimento

Il Consorzio del Prosecco DOC si rinnova nel segno della continuità

Fresco di rinnovo carica, Stefano Zanette, in sella al consorzio Prosecco Doc dal 2012, è pronto ad affrontare il nuovo mandato per il prossimo triennio “…per dare un futuro al Prosecco e consolidare il lavoro svolto in questi anni sul fronte della sostenibilità e della coesione. Ma anche per affrontare una sfida del tutto inedita: dare vita al Prosecco Rosé”.

Era il 28 maggio scorso quando il Consiglio di Amministrazione riunito nel Palazzo del Prosecco, in Piazza Filodrammatici a Treviso, si è espresso all’unanimità a favore di Stefano Zanette con la carica di Presidente in rappresentanza della categoria dei vinificatori. Nominando anche i due vice: riconfermato Giorgio Serena mentre si aggiunge Gian Giacomo Bonaldi Gallarati Scotti, rispettivamente rappresentanti della categoria imbottigliatori il primo, dei produttori/viticoltori il secondo. Designati a far parte del Comitato Esecutivo sono ora Alessandro Botter, Valerio Cescon, Mattia Mattiuzzo e Giancarlo Moretti Polegato.

I pallini di Zanette sono noti a tutti, soprattutto nel settore. Il primo è senza dubbio la sostenibilità, obiettivo per raggiungere il quale Zanette ha avviato una serie di iniziative che gli sono valse anche alcune inimicizie. “Ora attendiamo che il nuovo governo nomini il Comitato Vini, attualmente acefalo, in modo che la nostra richiesta di modificare il Disciplinare per eliminare le tre molecole più temute dalla popolazione, Glifosate, Mancozeb e Folpet, venga finalmente esaminata dai rinnovati vertici e, auspicabilmente, recepita. Solo così potremo onorare il nostro impegno verso la cittadinanza e dare concretezza a una decisione che il Consorzio ha già fatto propria più di un anno fa”.
Il secondo pallino è la coesione tra i tre Consorzi, avvalorato dal successo riscontrato dal ‘Sistema Prosecco scarl’, società cooperativa a responsabilità limitata che accoglie i tre Consorzi deputati a tutelare il Prosecco, la Doc e le due Docg, Conegliano-Valdobbiadene Docg e Asolo Docg.
La società, presieduta dallo stesso Zanette, opera sul fronte del contrasto alla contraffazione e sta dando risultati sostanziosi, riconosciuti a livello di governo centrale ed europeo: “Da soli forse si va più veloci, ma insieme si fa più strada e la prova ce l’ha offerta la recente visita, presso la nostra sede, di una delegazione inglese inviata dalla Food Standard Agency (l’omologa UK del nostro ICQRF) per ufficializzare l’ennesimo fermo nel Regno Unito relativo a una partita di “Prosecco fake”.
Gli stessi successi ottenuti sul fronte della tutela internazionale – incalza Zanette – unendo le forze, li potremmo più facilmente conseguire anche sul fronte della promozione e della comunicazione. Ognuno con la propria testa, il proprio stile e la valorizzazione delle proprie diversità, ma tutti nella stessa direzione, per dare al mondo un messaggio coerente. Mi piace rappresentare l’universo Prosecco come un trittico dove ogni denominazione rappresenta di per sé un’opera d’arte, ma che solo grazie all’unione delle tre realtà riesce a dare la compiutezza dell’insieme”.

“Per quanto riguarda il Prosecco Rosé – tiene a precisare Zanette – abbiamo le idee abbastanza chiare. Si tratta di un tema al quale stiamo lavorando da diverso tempo e riteniamo sia una sfida da affrontare subito. Innanzitutto perché il mercato segnala una importante richiesta di spumanti rosati nel mondo, anche di un Prosecco rosato. Inoltre, la scelta del Pinot nero è coerente col progetto che sta alla base di questo vino che va nella direzione di valorizzare la Denominazione Prosecco in un momento in cui le cose stanno andando molto bene in termini di domanda. Non si tratta di inseguire un arricchimento di gamma, non a caso abbiamo individuato nel pregiato Pinot Nero il vitigno perfetto: non stravolge il profilo organolettico del Prosecco che oggi tutti conosciamo, perché è già tra i vitigni annoverati nel nostro disciplinare come complementare ammesso fin dal 2009, quando siamo nati come Denominazione”.

Ovvio che finora si lavorava in bianco mentre nell’ipotesi contemplata la macerazione avverrà in presenza anche delle bucce atte a rilasciare il colore nel dosaggio che verrà individuato come idoneo.
 
Inoltre la scelta del Pinot Nero risponde a un’altra esigenza, evitare il rischio di monocultura favorendo la biodiversità.

“Tra Friuli Venezia Giulia e Veneto abbiamo verificato che i quantitativi già disponibili di tale vitigno sono più che sufficienti, almeno in fase iniziale, per avviare il progetto. Non ci preme l’aumento di volumi, quanto il poter soddisfare la richiesta di quella fascia di consumatori che richiede un prodotto di pregio, in versione rosata. Vorremmo partire con questa produzione già dalla vendemmia 2019. Inoltre, non va sottovalutato il fatto che se l’iniziativa avrà successo, costituirà una valida alternativa varietale al Glera o al Pinot Grigio, aumentando la biodiversità della nostra area. Per quanto riguarda l’ipotesi ventilata da qualcuno di introdurre nella vinificazione il Raboso, vitigno autoctono rosso tipico della zona del Piave, in questo momento non chiudiamo la porta in faccia a nessuno, ma è una soluzione che oggettivamente presenta diverse criticità. Infine, con questo progetto contiamo di accrescere sempre più il valore del Prosecco anche in termini di ‘percepito’ dalla parte del consumatore. Operazione che inevitabilmente richiede il supporto di costanti, programmate e coerenti azioni di promozione e comunicazione, in Italia e nel mondo. A tal fine, come Prosecco Doc abbiamo optato per affiancare il nostro brand a situazioni di grande prestigio, sia negli eventi legati al mondo dell’agroalimentare che in ambito artistico, culturale e sportivo.

Per citare un esempio, proprio in questi giorni si è concluso a Conegliano il Festival internazionale di musica classica che sosteniamo fortemente nella convinzione che l’arte, al pari della bellezza del territorio, siano due driver fondamentali per la nostra denominazione. Il Festival “Le vie del Prosecco” è fondato e diretto da Yuri Bashmet, violista russo riconosciuto come uno dei massimi interpreti al mondo”.
“Per dare un’idea della sua rinomanza e della considerazione che il governo russo gli attribuisce in termini di prestigio e riconoscibilità internazionale” – precisa Zanette – “basti pensare che Yuri Bashmet è stato coinvolto nella cerimonia di apertura dei mondiali di calcio 2018. Tant’è che nelle riprese in mondovisione appare mentre su una piattaforma collocata sul Volga dirige l’orchestra giovanile russa nell’esecuzione del brano di Tchaikovsky scelto come sigla di apertura, riceve il pallone dapprima lanciato nello spazio e gli assegna il calcio d’avvio”.

Alla Russia il Consorzio si collega anche tramite un’altra brillante operazione siglata anni fa con l’Ermitage, il celebre museo di San Pietroburgo dov’è ospitata la più importante collezione di opere d’arte italiane, e venete in particolare: è qui che il Prosecco Doc trionfa come vin d’honneur (vino d’onore) in tutte le occasioni ufficiali. Sempre nel campo dell’arte, il Prosecco Doc risulta tra i supporter dello IUAV di Venezia, al quale ha commissionato uno studio sulla bellezza del paesaggio agricolo, del Treviso Jazz Festival e del Festival Show con i quali raggiunge un target a loro molto congeniale.
“Da anni presenziamo anche al Festival del Cinema di Venezia – prosegue il presidente Zanette – e collaboriamo con Biennale Architettura, sempre a Venezia, dove abbiamo stretto un accordo di collaborazione anche con VELA, la società partecipata al cento per cento dal Comune con l’incarico di organizzare tutti i grandi eventi della città: dal Carnevale al Redentore alle feste di Natale e Capodanno.
Per quanto riguarda lo sport, merita una menzione il nostro impegno sul fronte della vela, disciplina che ci vede protagonisti da diversi anni in regate come Barcolana di Trieste, Veleziana e Cooking Cup di Venezia, ma anche in altre località prestigiose come la nostra recente partecipazione alla Rolex-Giraglia di Saint Tropez dove il nostro debutto è stato premiato con un primo posto sul podio.
Non va dimenticata la pallavolo femminile, dove da tempo il Prosecco Doc appare nelle maglie delle atlete dell’IMOCO VOLLEY come una sorta di talismano avendo battezzato la rimonta delle Pantere coneglianesi, campionesse d’Italia con due scudetti in tre anni!
C’è poi il motociclismo, dove il Prosecco Doc spicca nel supportare i mondiali della World Super Bike accompagnando ogni tappa in Italia e oltre confine, armato di striscioni, gonfiabili, calici e naturalmente tanti Magnum da stappare sul podio con i più grandi campioni. Infine, una nota sul tema della solidarietà che il Prosecco Doc – anche giocando scherzosamente sulle sue doti di portafortuna – manifesta con il sostegno ad alcune realtà particolarmente meritevoli”.
“Come il rugby paralimpico della spettacolare rappresentativa trevigiana “I Dogi” che, anche grazie al nostro supporto, continua a inanellare successi: undici vittorie consecutive su undici incontri disputati nel 2018. Perché non va dimenticato – conclude Zanette – che il Consorzio Prosecco Doc fa il possibile per essere vicino anche a chi versa in situazioni di difficoltà e manifesta il coraggio e la voglia di non mollare. Come Alex Zanardi, la cui forza e perseveranza sono esempio per noi tutti che abbiamo l’onore di affiancare nel suo Obiettivo 3, il progetto da lui avviato in vista delle olimpiadi di Tokyo 2020 per portare nel mondo un messaggio di speranza”.

a cura di Paolo Alciati

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