Turismo Internazionale

L’altra Creta: viaggio slow nell’isola delle emozioni

Non solo mare cristallino, movida e paesaggi costieri, ma itinerari poco turistici delle zone interne, siti archeologici meno conosciuti, giovani e piccole cantine, taverne autentiche, fattorie slow e villaggi caratteristici.

E’ il nuovo trend del turismo, una forma alternativa, cosiddetta “esperenziale”, dove l’emozione è il fulcro di ogni attività che pone il turista al centro della “scena” e gli consente di vivere in prima persona esperienze speciali e memorabili, non da semplice spettatore, ma da protagonista!
In particolare, l’enogastronomia si rivela più che mai un potente volano economico, capace di attrarre un turismo sempre più consapevole e di qualità, con maggiore capacità e propensione alla spesa, che cerca, nel settore, un’opportunità di conoscenza e di contatto con la cultura del territorio.
Com’è emerso dalle più importanti fiere del turismo BIT (Borsa Internazionale del Turismo di Milano) e BMT (Borsa Mediterranea del Turismo di Napoli), anche quest’anno il Mar Mediterraneo, Creta e Grecia in testa, torna a essere protagonista dell’estate 2018!
Creta, la Grecia estrema di fronte le coste libiche, è la Grecia speciale, quella delle emozioni intense e confliggenti, un’isola straordinaria, ricca di contrasti e di risorse, capace di incontrare le richieste anche del viaggiatore più esigente. A meno di avere un mese a disposizione per un tour completo in una sola vacanza, meglio optare per singoli itinerari.

Nella parte ovest dell’isola, una buona base di partenza è Xanìa, l’aristocratica cittadina cretese, prima turca e poi veneziana, famosa per il suo romantico Porto Veneziano del XIV secolo, l’imponente Faro, la Fortezza Firkas, nel rione di Topanas, abitato all’epoca della dominazione turca dalle famiglie benestanti.
La città è un meraviglioso labirinto di vicoli e scalinate, botteghe profumate di spezie, oggetti di artigianato, stradine sinuose, tra mura cadenti e balconi fioriti di gelsomino, ristoranti eleganti e taverne tipiche, più o meno turistiche, e splendide dimore storiche ricche di fascino, archontikò, trasformate in hotel, come Elia Zambeliou boutique Hotel, nella strada principale del centro storico, dagli interni chiari, eleganti e curati, alcuni con originali arredi d’epoca, come lavatoi e camini di pietra e stanze ampie e luminose affacciate sul Porto Veneziano. Della stessa linea, sempre in centro, Elia Portou Due è un hotel moderno e di design, declinato nei toni bianco e nero, in una zona ricca di localini e taverne, a ridosso delle mura archeologiche e con la grande comodità del parcheggio vicino.

In via Zambeliou, Tamam è il rifugio gastronomico degli amanti del cibo tradizionale, un unico ambiente suggestivo, prima hammam turco e poi kafeneion negli anni ’50, che propone piatti cretesi ed una buona carta di vini locali. Kalitsounia (fagottini di formaggio Myzhitra e spinaci o erbe) e Boureki (una sorta di lasagna di verdure e patate, con menta e myzhitra) sono i must di una cucina che emoziona. Trasuda di fascino e di storia il quartiere di Splantzia, con le case colorate, alcune restaurate ad arte, altre sul punto di crollare sotto il peso dei secoli, salite impervie e improvvisi scorci sul Porto Veneziano. Fino a sera, i vicoli brulicano di vita quotidiana, con vecchiette vestite di nero, dagli occhi di brace, intente a cucire sui gradini di casa, voci gioiose dei bambini e i profumi delicati dei gelsomini rampicanti…assolutamente inebriante! Tra le stradine interne, Ginger Concept, in via Sarpaki 36, è un locale giovane, moderno e creativo, con gustose mezedes, insalate fresche e fantasiosi aperitivi bio, una piacevole scoperta a Splantia! Di fronte, The Well of the Turk, una taverna dalle atmosfere molto romantiche, che, tra luccichii colorati di piccole lampade turche e profumi di fiori notturni, serve piatti della migliore tradizione mediterranea tra Creta e Turchia.

In questo quartiere, la piazza compendia la serena commistione di stili e tradizioni nella Chiesa ortodossa di Agios Nikolaos, che ha sia campanile che minareto. Sulla stessa piazza, la Chiesa di San Rocco, in stile rinascimentale, è accanto a vivaci kafeneion dove gli anziani giocano a tavli, variante greca del backgammon. Pochi metri dopo, To Maridaki è una taverna tradizionale che serve pescato fresco del giorno e piatti tipici, con una discreta carta di vini dell’isola.

La Old Town è una sfilata di meraviglie, come la moschea Kioutsouk Hasan, detta anche dei Giannizzeri, che oggi ospita mostre. Da qui si susseguono fino alla zona degli antichi arsenali una serie di locali, ristoranti, taverne, dove l’antico ed il moderno convivono felicemente, come Kibar, in un monastero del Cinquecento ed il Nama Bar, tra musica dal vivo e barche ormeggiate, in una gioiosa movida di turisti, vip e residenti. Qui, Salis è l’indirizzo goloso di un ristorante raffinato, dove poter guardare le barche entrare e uscire dal porto e le persone che passeggiano lungo il molo, sorseggiando un ottimo calice di vino. Già, perché la cosa straordinaria è la strepitosa cantina a vista, termoregolata, con la più ampia lista di vini di Creta nonché da tutti i Paesi europei! Il motivo si spiega oltre che per la presenza di un esperto Sommelier anche perché la proprietà è di Akfsin Molavi, uno chef di grande esperienza internazionale, appassionato vigneron, marito di Alexandra Manousakis, una delle tre figlie della attuale generazione della Manousaki Winery, a Vatolakkos, ad appena 30 minuti di auto da Chania.
Qui, la giovane Alexandra Manousakis conduce, con passione, l’azienda di famiglia, puntando ad una produzione di eccellenza con vitigni internazionali, a volte in blend con autoctoni, con vini interessanti come ‘Alexandra’ e Nostos Sirah, un grande Roussanne vinificato in botte. Affascinante la storia della famiglia tratteggiata attraverso originali etichette dei vini. Ottima accoglienza, location in mezzo agli aranceti e degustazioni all’ombra di un poderoso vecchio ulivo di 800 anni, rendono la visita piacevole ed interessante.
Sulla National Road di Chania, 45 chilometri verso ovest, si raggiunge Kissamos, da dove partono i traghetti per la laguna caraibica di Balos, fra le cento spiagge più belle del mondo, nella penisola di Gramvousa. Il percorso è fattibile anche via terra, ma la sterrata è impegnativa, quasi una pista che sale e scende in un paesaggio brullo, tra dirupi e scorci panoramici mozzafiato, alle pendici del Monte Geroskinos, con un sentiero di due chilometri che scende alla spiaggia dall’altra parte del promontorio.
A 30 km da Chania, verso l’interno dell’isola, a Pontikiana, una frazione di Kolymvari, Karavitakis Winery è una cantina caratterizzata dall’impegno costante nella sperimentazione di nuove tecniche per esaltare le peculiarità migliori di ogni varietale, creando, di volta in volta, accostamenti inediti e particolari, segno distintivo dell’azienda che può vantare una vasta gamma di varietà tra vini bianchi: Soultanine, Malagouzia, Chardonnay e Sauvignon Blanc e vini rossi: Cabernet, Syrah, Merlot, Grenage Rouge, Kotsifali, Sangiovese, Refosco, Nebbiolo e Tempranillo.

Drakonias Keramos è un villaggio di montagna che si raggiunge attraversando l’incredibile Gola di Therissi: un’ora di salite e discese dai monti, di tornanti e dirupi, di capre e pecore vaganti …. poi, quando pensi che il navigatore sia impazzito e ti abbia portato fuori strada, ecco che appare l’insegna “Ntonias” Taberna “Slow food”! Contenitori di terracotta locale fumicano all’aperto, sotto un fuoco crepitante e fumoso: qui cucina tradizionale, materie prime provenienti da prodotti locali e sapori tipici sono i cardini della cucina di Stelios che ha piantato i suoi orti e organizzato una fattoria con greggi libere, piccole mucche di razza locale, capre e conigli. Non ci sono apparecchi di cottura elettrici, tutto è cotto a legna, anche il latte crudo per farne, poi, formaggio!
Sempre nell’areale di Chanìa, ad Alikambos, Evie ed Anthony, fratello e sorella sono l’ultima generazione dell’azienda vitivinicola Dourakis Winery, che produce “Euphoria”, un passito da uve Romeiko e “Kudos”, un ottimo rosé da Grenache e “Kudos”, di gran carattere, 100% Mandilari, un rosso autoctono. Un’accoglienza calorosa, l’ottima espressione in lingua italiana ed una cantina completamente interrata e scavata nella roccia sono un valore aggiunto dell’azienda.
Da Kaloudiana, lungo la strada per Elafonissi, si incontra Elos un piccolo villaggio di montagna che cattura il viandante col profumo di pane alle olive nere appena sfornato, ancor prima di arrivare al forno, e banchetti di fortuna di anziani del posto che vendono thyme honey, il buonissimo miele al timo, tipico di queste vallate. Dopo alcuni tornanti e spettacolari pareti rocciose, si raggiunge la laguna di Elafonissi, una scheggia di Paradiso nella sabbia rosata, con delicati (e protetti) gigli bianchi di mare e l’unica foresta di cedri libanesi del Mediterraneo.
Da Xanìa, una sessantina di chilometri di strade a tornanti e paesaggi mozzafiato, conducono a Chora Sfakion, la baia nascosta tra il mare – tra i più belli del Mediterraneo – e le altissime Lefka Ori, Montagne Bianche, rifugio degli antichi Sfakioti, i montanari dagli occhi azzurri e i capelli biondi, discendenti degli antichi Dori, durante la guerra prima contro i Turchi, poi contro l’invasione della Wehrmacht durante la battaglia di Creta Μάχη της Κρήτης del 1941. Lungo la strada, a Mournies, un singolare – per le dimensioni sproporzionate – monumento evoca la strenua e coraggiosa difesa del popolo greco contro l’invasore tedesco.
La costa, da questo punto, è un susseguirsi di spettacolari lingue sabbiose orlate di spiagge meravigliose: Frangokastelo, col superbo Castello veneziano perfettamente conservato che domina la spiaggia; Loutro, il delizioso porticciolo, raggiungibile solo in traghetto, in una piccola baia ricca di insenature, come Glyka Nera, una spiaggia di ciottoli, sabbia chiara e tamerici, con piccole sorgenti di acqua dolce che sgorgano dal sottosuolo.
Sulla strada per Rethymno, Spili è un’incantevole paesino montanaro, tutto ossigeno e silenzio, appena rotto dal gorgoglìo mantrico dell’acqua di una splendida fontana dalle teste di leone, detta “cento fontane”.
Sulla collina di PaleoKastro, l’imponente cinta muraria delinea Rethimnon, terza città dell’isola, un’affascinante mix di influenze veneziane ed ottomane che si legge nell’urbanistica del centro storico, dalle strade ora regolari e ariose, poi strette e nascoste, nei caratteristici balconi di legno in aggetto, tra profumi di spezie, locali di lusso internazionali, piccole botteghe artigiane, taverne, kafeneion e negozi di souvenir. La Moschea di Kara Musa Pasha, a pochi passi da Platia Heroon (Piazza degli Eroi con la statua del Milite Ignoto), la Moschea Neratzes, dal minareto più bello e più alto della città, sono tra le più belle testimonianze del periodo di occupazione turca, due dei tanti ex edifici veneziani trasformati in moschea dopo la caduta di Creta. Del periodo veneziano è, invece, la Fontana Rimondi, quattro colonne e tre bocche d’acqua a forma di testa di leone, splendido esempio di arte italiana, costruita tra il 1626 ed il 1629 ad opera del comandante veneziano Rimondi, donde nome e stemma araldico, cui fu aggiunta una cupola quando i Turchi occuparono la città nel 1645.
A circa un’ora di auto si raggiunge Heraklion, l’antica Candia, capoluogo dell’isola, con il Castello a Mare, l’antica Fortezza veneziana, l’antica Fontana Morosini e l’imperdibile Museo Archeologico, uno dei maggiori della Grecia per le preziose e ricche collezioni di arte Minoica. A pochi chilometri, verso l’interno dell’isola, il celeberrimo Palazzo di Knosso, 20 mila metri quadri di splendore e fasti di Arte Minoica!

L’interno di dolci colline e vigneti copiosi conduce a Peza, l’area vitivinicola più importante dell’isola, dove si trova Minos Wines, la cantina del dott. Nikos Miliarakis, anche Presidente di Wines of Crete, un’associazione che unisce 350 viticoltori locali che producono il 90% della produzione isolana, tendendo al continuo miglioramento della qualità del vino, per la rinascita del vino cretese, tant’è che la più ampia area di Peza è riconosciuta come una Denominazione di Origine di qualità superiore, tanto per i vini bianchi della varietà Vilana quanto per i rossi, da Kotsifali e Mandilari.
A pochi metri, la Ταβέρνα Ονησιμος serve piatti tradizionali cretesi realizzati con prodotti fatti in casa da Ελενης Βαρδακη e il marito, come formaggio Manouri e Anthotyro, a pasta tenera, e Graviera, a pasta dura, squisita frutta sciroppata e raki. Fantastica la preparazione – al momento! – della Tiropitakia, un dolce fagottino di sfoglia, ripieno con un formaggio tenero, zucchero e cannella.
Poco oltre, Idi Psiloritis, la montagna più alta di Creta, con boschi antichi, gole profonde, decine di sorgenti d’acqua potabile e villaggi deliziosi …ma questa è un’altra storia!

Testo e foto di Carmen Guerriero

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