Turismo Internazionale

Essaouira, l’altro volto del Marocco

Una bella cittadina, fondata da mercanti cartaginesi, eccezionale esempio di città fortificata e costruita secondo principi dell’architettura militare dell’epoca.

Durante le tre ore di autobus che separano Essaouira da Marrakesh, cercavo di figurarmi come potesse essere la piccola città marocchina a sud del Marocco, affacciata sulle sponde dell’Oceano Atlantico verso cui ero diretta.

Man mano che ci avvicinavamo, il paesaggio, tra il Sahara e la pianura del Souss, scorreva sempre meno sbiadito e più interessante, fino all’inattesa foresta di argania (spinosa, famiglia delle Sapotacee), una piana di circa 800.000 ettari di alberi di argan a sud del Marocco, tra le città di Essaouira, Agadir e Taroundant, da cui si ricava un pregiato olio nutritivo, impiegato in farmaceutica e in cosmetica.

Stupore nello stupore, le folte chiome degli alberi ondeggiavano sotto il peso delle …. capre!, che per mangiare le foglie ricche d’acqua ed i frutti dell’albero, col tempo hanno imparato ad arrampicarsi sui rami lunghi anche 10 metri d’altezza, contribuendo, così, alla diffusione della pianta. Non a caso si chiama anche “albero delle capre”!

Dal 1996 la foresta di argania è stata dichiarata patrimonio dell’umanità e riserva della biosfera.

Poco oltre, l’azzurro intenso dell’oceano disvelò, tra le quinte del bianco abbagliante delle nuvole, il profilo dell’antica città di Essaouira.

Avevo letto di questa bella cittadina, fondata da mercanti cartaginesi, eccezionale esempio di città fortificata e costruita secondo principi dell’architettura militare dell’epoca, fin dall’antichità, unico porto marocchino aperto al commercio estero lungo le rotte per il golfo di Guinea, ma non mi aspettavo fosse così singolare!

Nel 1764 il sultano Muhammad ben Abd Allah dispose una trasformazione urbanistica radicale di strade e edifici della precedente cittadina portoghese di Mogador, dandole il nome attuale di Essaouira che in arabo significa ‘la ben disegnata‘ ed un’impronta decisamente moderna in stile europeo dotata di un fiorente porto commerciale.

Essaouira sembra uscita da un delicato acquerello, che verga di tenui colori un Marocco ancora autentico, arroccato sugli scogli delle mura merlate della cittadella fortificata a difesa del porto con i cannoni spagnoli dei secoli XVII e XVIII, tra gli spruzzi della spuma dell’Oceano ventoso, il blu della prua delle barche, il bianco volteggiare dei gabbiani, il candore dell’intonaco delle case nel dedalo di vicoli acciottolati che portano all’antica Medina, cuore pulsante della città, dal 2001 iscritta nella lista dei patrimoni mondiali dell’umanità dell’Unesco, interrotto soltanto dai colori sgargianti dei tappeti berberi e delle spezie intensamente profumate.

Diversamente dalle altre città del Marocco, pullulanti di questuanti insistenti ed, a tratti, quasi sfrontati, Essaouira stupisce per la sua compostezza e sottile eleganza: nessun bambino a rincorrerti, nessun negoziante ad insistere per l’acquisto della sua mercanzia.

Decisamente un altro Marocco, dove rispetto e cortesia per il turista appaiono le chiavi di approccio ideali per rapporti distesi e sicuramente più proficui, invitando alla tranquillità di scoprire ogni angolo della città ed a curiosare nei tanti bazar ricchi di merci eccellenti. Come il prezioso Olio di Argan, che viene lavorato ed etichettato da piccole cooperative di donne locali in maniera ancora manuale, a garanzia della purezza e freschezza del prodotto, i manufatti di legno di tayu, le bellissime lampade intarsiate, i tappeti tessuti a mano e tinti con colori naturali, le belle ceramiche artigianali. E, ovviamente, le spezie di qualità, come il pregiato zafferano, nonché differenti declinazioni di quelle comuni, come il curry, che solo qui ho trovato nella variante “al limone”, base fondamentale di piatti tipici della cucina locale, come zuppe calde di fave o di ceci e carne, pasticci di pollo o di piccione, couscous e tajin di carne o di verdure.

Un caleidoscopio di sensazioni inattese che rapisce i sensi, tra il nitore architettonico della città, i profumi salmastri dell’oceano, i festosi stridii dei gabbiani, l’intenso aroma delle spezie preziose e la luce abbagliante che pervade ogni cosa e rende indimenticabile questa piccola città costiera del Marocco.

di Carmen Guerriero

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