Turismo Internazionale

Scoprire Valencia: gastronomia e gioia di vivere

Tanta fantasia nelle proposte della città spagnola: dalla ricchezza gastronomica ai monumenti barocchi e liberty.

Pensiamo in grande e cerchiamo di programmare i nostri futuri viaggi a lunga scadenza.

Il 2020 è ancora lungo e speriamo di poterci muovere almeno in autunno.

Può essere l’occasione, allora, di scoprire Valencia dove, a parte qualche giornata rigida e grigia, si può contare sul sole e sull’aria tiepida quasi tutto l’anno.

A Valencia uno dei piaceri del viaggio sarà senz’altro il piacere gastronomico. Paradiso in assoluto il Mercado Central, proprio nel cuore della città, uno dei più grandi in Europa, con oltre 1200 banchi al suo interno, nato nel 1920, un gioiello dell’architettura liberty, sormontato da una spettacolare cupola di 30 metri d’altezza. Una vera cattedrale della gastronomia, lucente di maioliche smaltate rosse e celesti, vetri piombati, piastrelle a fiori, ferro battuto, colonne di ghisa.

Dentro un mondo di sapori, colori e profumi. Dai gamberoni giganti ai magnifici succhi di frutta spremuti al momento, a tutte le carni, pile di frutta secca, dolci, sacchi di spezie colorate come in un suk nordafricano e la famosa horchata ricavata dalla chufa, un tubero speciale che si coltiva solo nella campagna valenciana. Tutti comprano, scelgono o mangiano nei baretti, ma c’è anche un bar stellato di design dove si servono al bancone tapas e aperitivi speciali. Un vero paradiso per golosi e fotografi. Fuori, il quartiere è un trionfo gastronomico, ma Valencia è una città che invita sempre e ovunque a soste golose.

Tipica la tradizione mediterranea di mangiare fuori, comprare cibi cotti e mangiare all’aperto, anche in pieno inverno. Il piatto che trionfa ovunque, anche sui grembiuli e dipinto su mattonelle, è la paella alla valenciana. Perché proprio qui? Gli Arabi introdussero nel settimo secolo la coltivazione del riso nei pressi del Parco naturale dell’Albufera. In questo ambiente gli abitanti della zona inventarono uno stufato a base di riso cucinato con altri prodotti locali, creando così la paella. Il nome del piatto proviene dal contenitore in cui viene cotto e, anche se esistono diverse varianti derivate da questa ricetta, l’originale comprende, insieme al riso D.O. Valencia, pollo, coniglio, fagiolini verdi, fagioli grandi bianchi, pomodoro, olio d’oliva, zafferano, aglio e sale. La tradizione vuole che la paella sia cotta su un fuoco a legna.

Ma la novità del 2020 è l’apertura del Mercato di San Vicente, il nuovo tempio gastronomico della città: 19 stand distribuiti su 2000 mq e, oltre alla grande offerta culinaria, spettacoli dal vivo, mostre culturali e attività parallele per offrire intrattenimenti per tutti i gusti.

Da tenere presente per i grandi buongustai anche le due nuove stelle Michelin

nel firmamento valenciano: il ristorante El Poblet di Quique Dacosta ha

ottenuto la seconda stella Michelin e salgono così a quota cinque le stelle ottenute dai suoi ristoranti, mentre si aggiudica la sua prima stella Michelin la Chef Begoña Rodrigo del ristorante La Salita, che mira a promuovere la cucina locale e i prodotti del territorio.

A Valencia, comunque, c’è ben altro da fare, oltre alle soste da buongustai. Come molte città spagnole è invitante, allegra, movimentata. E ricca di monumenti di storia. Stratificata nei secoli dall’epoca romana in cui fu fondata alla contemporaneità, brilla soprattutto nelle sue epoche d’oro.

Nel 1500 era una delle città più importanti d’Europa, sia per i commerci sia per la lavorazione della seta. Questa è l’epoca in cui Valencia si arricchì di palazzi imponenti che manifestavano la potenza di casate nobili, in una gara di sfarzo e grandiosità. Tra tutti i palazzi del centro storico, magnifico è quello del Marques de dos Aguas, ora Museo Nacional de Ceramica y Artes suntuarias Gonzalez Marti, del 15º secolo e restaurato nel 1700. Colpisce la porta d’ingresso principale in alabastro e tutto l’esterno talmente ricco di stucchi, marmi, bassorilievi, statue, putti, festoni da lasciare stupefatti. Le chiese parlano per lo più lo stile barocco, ma stranamente in confronto con l’architettura civile sono quasi più austere e la stessa Cattedrale, e la Basilica de la Virgen de los Desamparados cioè dei derelitti, esternamente barocche, all’interno conservano un severo stile gotico, rivelando la ricchezza solo nei dipinti dell’abside e dell’altare.

Da Valencia partivano navi per l’Europa e il Mediterraneo, piene di merci e al ritorno cariche di denaro e d’oro.

La Lonja de la Seda o Borsa dei mercanti, patrimonio dell’Unesco dal 1996, testimonia questa epoca di splendore nel Salone delle Contrattazioni, splendida sala con 24 colonne tortili, culminate da una volta a crociera. Proprio i mercanti valenciani finanziarono Isabella di Castiglia. Da qui cominciò paradossalmente il declino di Valencia e dei traffici del Mediterraneo. Valencia riprese quota alla fine dell’Ottocento. È questo il periodo di nuovo fulgore architettonico con i palazzi in stile modernista, ispirati alla Secessione viennese.

Esempio notevole la Estacion del Nord, patrimonio storico, con il famoso salone decorato a piastrelle floreali, vetri colorati, colonnine in ottone, lampadari a bulbo in perfetto stile art nouveau.

Ancora un periodo d’intensa fioritura a livello internazionale è stato quello della fine del secolo scorso, quando, sia per la presenza dell’America’s Cup nel 2007, sia per la progettualità di importanti architetti, in primis il valenciano Santiago Calatrava, la città ha conosciuto lo sviluppo di grandi opere.

Sono la Marina Real, dedicata al re Juan Carlos, con l’edificio simbolo Veles e

Vents e il nuovo porto capace di ormeggiare ottocento mega yacht, che va ad aggiungersi al porto dell’Ottocento, con il palazzo della dogana e i Tinglados, i grandi magazzini in mattoni rossi, ghisa e decori, testimonianze ormai di archeologia industriale. La Marina Real valorizza al massimo tutta la Valencia sul mare ricca di sterminate spiagge bianche e di lunghissime passeggiate, che in estate è frequentata da una clientela internazionale.

L’altra grande opera che ha trasformato la città è la famosa Cittadella delle Scienze e delle Arti, progettata da Calatrava, un grandissimo centro ludico culturale, forse il più grande d’Europa, esteso per quasi 2 km, in un contesto di grandi viali, paseos e avenidas, giardini ricavati dal letto del fiume Turia.

Qui si possono trascorrere giornate intere per divertirsi e imparare. L’enorme complesso comprende, oltre al Museo delle Scienze, al Palazzo delle Arti e all’Hemisferic che ospita la sala di proiezioni più grande della Spagna, il famoso Oceanografic, il più grande acquario d’Europa, al cui interno sono stati riprodotti i principali ecosistemi marini del pianeta e che contiene 45.000 esseri viventi appartenenti a 500 specie diverse.

di Franca Dell’Arciprete Scotti

Per informazioni sulla città:
www.visitvalencia.com/it
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