Turismo Internazionale

I castelli dei paesi catari e il fascino delle città di Carcassonne e Narbonne

Un avvincente viaggio alla scoperta della storia e dei luoghi attraversati dalla crociata medievale contro l’eresia catara.

Programmare un viaggio nel sud della Francia, nell’Aude, nella regione Linguadoca-Rossiglione per visitare Carcassonne e Narbonne e quanto resta di alcuni arditi castelli del territorio, significa venire a contatto con alcune località che conservano indelebili i segni di una grande tragedia che li ha coinvolti. Sono i luoghi dei paesi attraversati dalla crociata contro l’eresia catara proclamata dal Papa Innocenzo III nel 1208.

Il catarismo fu un movimento cristiano ma decisamente contrario alla Chiesa di Roma. Si diffuse tra il 1100 e il 1200 nell’Europa meridionale e in particolare in Francia nella regione di Albi da cui derivò il nome di Albigesi. Alcuni signori di Provenza e alcuni vescovi, tra cui quelli di Tolosa, Carcassonne e Narbonne, permisero a questi “eretici” di predicare nei villaggi e anche di ricevere cospicui lasciti.

La chiesa di Roma fu durissima verso tale eresia e durante la crociata furono conquistati città e castelli e i tribunali dell’Inquisizione mandarono bruciati sul rogo centinaia di eretici.

Nel 1209 i Crociati misero a ferro e fuoco Carcassonne e Narbonne sotto il comando di Simon de Monfort che divenne signore di Tolosa e, dopo la sua morte nel 1218, fu il re di Francia a diventare padrone di tutti quei territori. Gli Albigesi continuarono a ribellarsi contro le forze reali ma alla fine del 1255 furono schiacciati e il movimento andò spegnendosi contemporaneamente al lungo declino della cultura e della lingua occitana nel Sud della Francia.

Oggi a ricordare quell’epopea medievale, oltre alle due mitiche città rimangono alcune vestigia dei castelli e numerose abbazie sorte però con la funzione di contrastare l’eresia e rafforzare la posizione cattolica.

Il 15 agosto 1209 Carcassonne fu la prima a capitolare. Dopo travagliati secoli di storia, la città abitata fin dall’antichità da Romani, Visigoti, Saraceni e Franchi, si presenta oggi nella sua parte più alta, grazie anche ai restauri ottocenteschi eseguiti da Violet-le-Duck, con il suo inconfondibile aspetto di fortezza, il più bell’esempio di architettura medievale in Francia. Le sue fortificazioni, iniziate per volere di Luigi IX intorno al 1240, comprendono 2 cinte concentriche rafforzate da 52 torri e aperte da due porte. All’interno, sul lato ovest, si trova il castello con 4 torri; l’area restante è occupata dal borgo medievale con vie strette e tortuose e dalla vecchia cattedrale caratterizzata da una semplice navata romanica e da uno splendido coro gotico.

La città, iscritta nel patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1997, offre ai visitatori la piacevole opportunità di compiere una interessante crociera sul mitico Canal du Midi che scorre tra rive verdi e ombrosi boschi. Costruito nel XVII secolo sotto il regno di Luigi XIV, per oltre 200 anni ha assicurato il trasporto delle merci da Tolosa al mare. Oggi, in seguito allo sviluppo delle vie ferroviarie, affida la sua importanza all’attività turistica, rimanendo comunque l’espressione di una vera e propria opera d’arte con le sue 63 chiuse, 126 ponti, 55 acquedotti, 7 ponticelli, 6 dighe e 1 tunnel.

Ma i veri gioielli che circondano Carcassonne e che nel Medioevo erano considerati i suoi cinque figli sono i cinque castelli che diedero asilo agli Albigesi durante le persecuzioni. Distrutti per tale motivo, alla fine della crociata furono ricostruiti ed elevati a fortificazioni reali con lo scopo di difendere il Rossiglione dal regno di Aragona. Dopo la fine del XVIII secolo furono però abbandonati e lasciati alla rovina. Oggi, dopo attente opere di restauro, due di questi castelli (Peyrepertuse e Quéribus) sono aperti al pubblico, mentre gli altri tre (Anguilar, Termes, Puilaurens) sono ancora rovinosi e inagibili.

Il Castello di Peyrepertuse si eleva e quasi si mimetizza su una vertiginosa parete di roccia del massiccio delle Corbières, a 800 metri di altezza sul villaggio di Duilhac-sous-Peyreperteuse, dominando sulla sottostante splendida distesa di vigneti. Sono vigneti che producono vini rossi a denominazione di origine controllata (AOC in Francia) le cui varietà sono Carignan, Grenache noir, Syrah. Sono vini di grande personalità dagli aromi speziati e fruttati che si accompagnano a carni rosse, selvaggina e al cassoulet. Questo castello è considerato il più importante esempio di architettura fortificata medievale in Linguadoca. E’ composto da tre parti: la cinta bassa e il suo torrione, la cinta mediana e il torrione di San-Jordi al quale si accede attraverso una stretta e ripida scala detta di San Luigi, scavata nella roccia. Da questo punto, volgendo lo sguardo sull’ampio panorama, si vede svettare in lontananza il castello di Quèribus.

Il castello di Quéribus, ultima roccaforte della resistenza catara a cadere nelle mani dei Crociati nel 1255, si erge con la sua elegante silhouette a più di 700 metri di altitudine sulla cresta meridionale delle Corbières. Dalla sua sommità offre un panorama mozzafiato delle Corbières, del Rossiglione, del Mediterraneo e dei Pirenei. Questo castello fa parte del comune di Cucugnan, caratteristico villaggio che vanta nella sua parte più alta la presenza di un antico mulino ancora funzionante, e nella piccola chiesa romanica preserva gelosamente una statua del XV secolo raffigurante la “Madonna incinta”. E’ questa una rarità perché tali raffigurazioni furono distrutte dopo la Controriforma.

Prima di giungere a Narbonne è quasi d’obbligo una sosta all’Abbazia cistercense di Fontfroide, dallo stupendo chiostro romanico, sorta alla fine dell’XI secolo e notevole centro attivo durante la crociata contro gli Albigesi.

Narbonne, prima colonia romana fondata in Gallia nel 118 a.C., devastata successivamente da Visigoti e Arabi e conquistata nel 719 da Pipino il Breve, divenne poi feudo dei Conti di Tolosa. Assalita e conquistata dai Crociati, fu scelta come sede dei concili contro gli Albigesi tra il 1211 e il 1227. Attraverso i suoi numerosi monumenti si legge la sua millenaria storia. Nel centro della città è ben visibile un reperto di strada romana legato alla famosa via Domizia, la grande arteria che collegava Roma alla Spagna. Sulla piazza principale si affaccia il monumentale palazzo degli Arcivescovi, di stile avignonese (sec XIV) a cui si accosta la Cattedrale gotica di Saint-Just. Interessante è anche la visita agli “horrea”, gallerie sotterranee del tempo dei Romani, adibite a vari usi.

Nel cuore delle Halles di Narbonne, all’interno di un elegante edificio liberty, brulica di vita un mercato tutto particolare che rappresenta l’anima della città e offre prodotti freschissimi, dagli ortaggi ai pesci alle carni, la cui qualità è riconosciuta in tutta la regione. Qui cittadini e visitatori, in un’atmosfera di serena allegria, nell’ora del mezzogiorno si soffermano negli appositi stand per gustare le specialità del luogo e bere l’ottimo vino prodotto nel territorio. (www.audetourisme.com)

di Giovanna Turchi Vismara

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