Approfondimento

Prosecco DOC: da sempre attivo nella tutela del prodotto e del consumatore

Un’attività costante di monitoraggio contro contraffazioni, imitazioni ed evocazioni del marchio Prosecco DOC in tutto il mondo è parte dell’importante lavoro svolto dal Consorzio di Tutela. Stefano Zanette, Presidente del Consorzio, risponde ad alcune domande sul tema.

Sig. Zanette, quali azioni vengono portate avanti dal Consorzio a tutela del Prosecco DOC? Disponete di un piano d’azione globale?

Il Consorzio ha attivato diversi sistemi di controllo a livello mondiale per verificare a tutti i livelli eventuali violazioni della denominazione, dai marchi ai negozi, dal web fino ai COLA negli USA (qualsiasi bevanda alcolica che si intenda esportare negli USA deve essere etichettata secondo i canoni regolamentati dal TTB ed obbligatoriamente approvata prima che la spedizione venga effettuata. Tale autorizzazione è richiesta attraverso il modulo “COLA” – Certificate Of Label Approval).

Il Consorzio interviene sistematicamente a fronte dei vari casi rilevati, primariamente a fronte delle violazioni più conclamate, come ad esempio contraffazioni, evocazioni palesi o utilizzi della denominazione per presentare vini diversi.

Nei casi più difficilmente dimostrabili solitamente vengono svolte indagini e ricerche ulteriori per verificare se vi siano usi dannosi che vadano a rafforzare la lesione ai danni della denominazione.

Il Consorzio inoltre collabora intensamente con le autorità nazionali ed europee impegnate nella tutela delle denominazioni di origine, abbiamo anche siglato importanti protocolli di intesa, come quello contro le frodi on line stabilito con BMEL (Bundesministeriums für Ernährung und Landwirtschaft – Ministero dell’Alimentazione e dell’Agricoltura) tedesco ed ICQRF (Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari).

Collaboriamo anche intensamente con l’ICQRF nella tutela online della denominazione grazie alle importanti convenzioni siglate dal Ministero delle politiche agricole importanti marketplace.

Il Consorzio inoltre ha ampliato i confini della protezione della denominazione con registrazioni di marchi e IG a livello mondiale andando in questo modo a tutelare importanti mercati come il Canada, la Russia e il Regno Unito.

La contraffazione del Prosecco è un problema comune? Quali sono i principali paesi coinvolti?

La contraffazione (ovvero la produzione di falso Prosecco, non la evocazione o imitazione) non è attualmente il problema più diffuso sul fronte della tutela per la nostra denominazione.

Alcuni casi sono stati riscontrati specie in Moldavia, Ucraina, Bulgaria, Russia, Bielorussia e Polonia.

Come vengono scoperti i prodotti non conformi? Attraverso le segnalazioni di consumatori o tramite il lavoro di alcuni “investigatori delle falsificazioni”?

Sicuramente le segnalazioni che ci arrivano da consumatori e produttori sono una buona parte delle notizie di lesione che riceviamo.

Oltre a ciò il Consorzio ha attivato altri servizi di monitoraggio, in particolare:

  • sorveglianza mondiale di tutti i depositi di marchi che contengono il termine “Prosecco” o nomi simili;
  • monitoraggio in vari Paesi europei ed extra EU nei quali vi è una larga diffusione di Prosecco o sono stati riscontrati casi di violazione;
  • vigilanza sul territorio nazionale;
  • monitoraggio dei COLA depositati negli USA;
  • monitoraggio web.

Quali sono i casi più bizzarri e curiosi che avete incontrato?

Uno tra i casi più insoliti è stato il cosiddetto Prosecco APM (“Automatic Prosecco Machine” – il cui acronimo richiama ATM, ossia come vengono chiamati gli sportelli automatici nei paesi di lingua inglese), ossia una macchina che avrebbe servito il Prosecco alla spina: un chiaro esempio di frode, essendo il vero Prosecco DOC venduto esclusivamente in bottiglia.

Degni di nota sono inoltre i numerosi casi di presunti sali da bagno al Prosecco, profumi, saponi, caramelle, rossetti, ecc. che troviamo molto spesso, tra gli altri, in mercati come Gran Bretagna e Germania.

Come si riconosce l’autentico Prosecco DOC?

Il Prosecco Doc può essere prodotto e commercializzato solo in bottiglia contrassegnata da una fascetta di Stato obbligatoriamente posta sui sistemi di chiusura di ciascuna bottiglia. La fascetta di Stato contiene dei codici che consentono agli agenti vigilatori del Consorzio e alle autorità competenti di verificare la provenienza e autenticità di ogni singola bottiglia posta in commercio.

Al fine di identificare il Prosecco autentico è inoltre opportuno accertarsi che nella etichetta si riportato “DOC” o “denominazione di origine controllata/protetta” e l’indicazione della provenienza italiana.

C’è qualcosa che il consumatore può fare quando scopre un “Prosecco” non conforme?

Per consentire al Consorzio di intervenire in maniera efficace a fronte di un possibile caso di violazione della Dop Prosecco è necessario fotografare accuratamente tutte le etichette e informazioni riportate in esse. Inoltre, dovranno essere date informazioni dettagliate sul luogo preciso nel quale si è riscontrato il problema, preferibilmente, se possibile, con documentazione fotografica.

In caso di segnalazioni, dubbi o perplessità è possibile contattare il Consorzio all’indirizzo tutela@consorzioprosecco.it.

A cura Redazione Centrale

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