Agroalimentare nazionale e internazionale

Prosecco DOC Rosé, un lancio in grande stile

In scena, in diretta dal palco del Teatro Dal Monaco di Treviso, il lancio del Prosecco DOC Rosé seguito da Italia, Germania, Regno Unito, USA e Canada, fino all’estremo Oriente. La storia, i numeri, gli aneddoti, di un successo senza uguali tra spiegazioni tecniche, contributi glam e apporti musicali

Giornata storica per il Consorzio di tutela del Prosecco DOC che il 25 novembre 2020 ha celebrato il suo nuovo nato, il Prosecco DOC Rosé, con un primo lancio riservato alla stampa effettuato in diretta dal palco del Teatro Dal Monaco di Treviso.
Un contesto non scontato per un vino, idoneo a sottolineare l’amore per la cultura e per l’arte in tutte le sue espressioni, di una Denominazione nata nel 2009, capace in dieci anni di consolidarsi, successo dopo successo, fino a raggiungere le attuali dimensioni che la pongono, in Italia, al vertice tra tutte con 24.450 ettari, 500 milioni di bottiglie circa e un volume d’affari di un paio di miliardi. Un territorio distribuito tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, regione che può vantare la piccola quanto famosa località di Prosecco da cui deriva il nome della stessa Denominazione che ha trovato in Veneto, negli ultimi secoli, il suo territorio d’elezione e di conseguenza il meritato successo internazionale.
L’evento ha preso il via alle ore 18.00 ora italiana, orario insolito ma necessario per consentire anche al pubblico statunitense di seguire la diretta condotta da Pietro Polidori, anchorman poliglotta cui è stato affidato il compito di guidare in tre lingue diverse un fitto programma arricchito da interventi istituzionali e tecnici, testimonianze glamour e intermezzi musicali.
Una rassegna ricca di endorsement nazionali e internazionali, dal Giappone agli USA, che ha coinvolto chef, sommelier, Master of Wine e influencer, che hanno voluto salutare a modo loro il neonato Prosecco DOC Rosé.

Una maratona durata poco più di un’ora, seguita in diretta dalle Case Prosecco, le sedi operative del Consorzio dislocate nel mondo, che a New York, Londra, Amburgo, hanno coinvolto giornalisti e operatori selezionati nel proprio bacino di competenza.
Il programma è stato caratterizzato da interventi incalzanti di esperti lifestyle internazionali come l’influencer italiana Giulia Gaudino o la scrittrice e fumettista giapponese Mari Yamazaki, e impreziosito da intermezzi musicali sulle note di Donizetti (con le arie Buone Nuove Norina e Pronta io son…) interpretate dal soprano Federica Gasparella e dal baritono Nicola Zanibon, accompagnati al pianoforte da Paolo Polon.

Dopo l’intervento di apertura, doverosamente affidato al Presidente del Consorzio Stefano Zanette per tracciare un excursus storico di questa grande denominazione riportando i motivi degli attuali risultati – dalla programmazione dell’offerta, all’obbligo del contrassegno e dalle attività di promozione a quelle legate all’ambiente – e le ragioni che hanno portato alla scelta di includervi la nuova tipologia rosé, si sono avvicendati con le proprie testimonianze personaggi del calibro dello chef Carlo Cracco – che ha illustrato una ricetta appositamente elaborata per essere abbinata al Prosecco Doc Rosé – e Lidia Bastianich che da New York ha attestato il grande interesse e la grande attesa
degli Americani per il Prosecco DOC Rosé.

È poi toccato al Direttore Luca Giavi dettagliare l’intensa attività di tutela e promozione portata avanti dal Consorzio “La nostra presenza in questo teatro -ha spiegato Giavi – esprime la nostra vicinanza al territorio, alla cultura e all’arte, oltre che allo sport. Al territorio al quale apparteniamo – e al quale dobbiamo tanto – dimostriamo la nostra riconoscenza attraverso iniziative di sostegno e collaborazione come questa, avviata con il Teatro Stabile Veneto. Il nostro obiettivo, ora, è quello di intensificare le operazioni di valorizzazione delle peculiarità delle diverse aree della nostra denominazione, a cominciare dalla provincia di Trieste dove la denominazione Prosecco trova le sue radici”.

Il Vice Direttore Andrea Battistella ha portato la sua esperienza di enologo nel guidare la degustazione alla scoperta del Prosecco DOC Rosé: dalla corretta apertura della bottiglia, passando per l’analisi del colore, che ricorda il bocciolo di rosa e i fiori di ciliegio e degli aspetti sensoriali, suggerendo agli ospiti collegati on line di “cercare con il naso le delicate note di fragola e lampone e con il palato la cremosità delle bollicine insieme a raffinatezza ed eleganza delle sensazioni gustative garantite da una permanenza sui lieviti”.

I numeri del Prosecco Doc Rosé

Ad oggi si contano:
12,2 milioni di bottiglie di Prosecco Doc Rosé imbottigliate a partire dal 25 novembre
84 aziende coinvolte nella nuova produzione.

Stime:
2020: 20 milioni di bottiglie imbottigliate e vendute entro il 31.12
2021: 40-50 milioni di bottiglie imbottigliate e vendute entro il 31.12.2021
Italia: 15-20% la quota assorbita dal mercato domestico
Export: tra l’80 e l’85% la quota destinata ai mercati stranieri

Mercati esteri principali (in ordine decrescente):
USA
UK
Canada
Paesi nordici
Francia
Asia orientale

Canali distributivi:
GDO: 55-60% assorbito dalla Grande Distribuzione Organizzata
Horeca: 30-35% destinato al mondo della Ristorazione
In azienda: 1% vendita diretta in cantina
Altro: 10-15% (es. vendita on line)

Ad oggi si contano 85 aziende per un totale di 12.200.000 bottiglie prodotte, ed è ragionevole supporre di giungere a 20 mln di bottiglie entro il 31/12/2020. Dai dati raccolti presso gli operatori in questi primi mesi, appare che la quota destinata all’export sia più alta rispetto a quella riservata al Prosecco DOC. Calcolando che tale quota export si attesti all’80% dell’intera produzione, possiamo ragionevolmente ipotizzare che 16 milioni di bottiglie di Prosecco DOC Rosé varcheranno i confini nazionali entro la fine dell’anno in corso.

Altre caratteristiche

Area di Produzione / Clima
I vitigni che danno origine al Prosecco si trovano esclusivamente nei territori dell’Italia nord-settentrionale, tra le Dolomiti e il mar Adriatico. Grazie alla particolare interazione tra clima, suolo e tradizione vinicola nasce il Prosecco DOC, un vino unico.

Cenni storici
“Ed or ora immolarmi voglio il becco con quel meloaromatico Prosecco”; così recitava Aureliano Acanti nel suo “Roccolo Ditirambo” nel 1754. Il Prosecco, però, era conosciuto già dai romani come cita Plinio nella sua “Historia Naturalis”, ma è verso la fine dell’Ottocento che, grazie alla spumantizzazione, il Prosecco diventa come oggi tutti lo conosciamo.

Fattori Umani
Nella fertile area del Prosecco, l’arte nella coltura dei vigneti, sviluppata nei secoli, e la particolare tecnica di produzione dei vini spumanti, affinata negli ultimi anni, si sono unite alla passione dei produttori dando origine a un vino di qualità eccellente.

a cura di Redazione Centrale – Fonte Ufficio Stampa

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