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Oyster Stout, lo stile strong che sa di mare

Birra stout e ....ostriche, telline o cozze! Non una moda, ma uno stile ben definito che vanta più di due secoli, per un gusto tutto da scoprire!

Decisamente originale ed in controtendenza con il clichè snob che reclama le Ostriche in abbinamento allo Champagne, Oyster Stout identifica uno stile birraio ben definito, come suggerisce il termine “stout” in inglese significa “tenace”, “robusto”, una tipologia di birra scura e semi-dolce, ad alta fermentazione, prodotta con i semi di malto d’orzo fatti germinare e poi tostati e l’utilizzo dei gusci di ostriche.

Potrebbe sembrare una moda del momento, ma Oyster stout affonda le sue radici nell’Inghilterra di inizio ‘800, quando gli uomini affollavano i pub per bere birra scura e mangiare molluschi economici.

Già all’epoca i Mastri birrai usavano i gusci di ostriche come elemento di raffinazione-chiarificazione della birra, ma oggi, l’utilizzo delle ostriche è essenzialmente legato al loro sapore iodato.

Classic dry, Foreign stout, Sweet stout e Imperial stout sono le quattro tipologie dello stile stout: le prime due, dal grado di amaro più marcato, le ultime, invece, più lieve, con sentori leggermente dolci e fruttati, acidità lieve e gradazione alcolica più alta.

Il sapore più o meno intenso salmastro conferito alla birra dipende dalla scelta di utilizzo dell’intera ostrica, oppure del solo guscio, solitamente aggiunti durante l’ebollizione per carpire tutto il “gusto dell’Oceano”.

La vena leggermente amarognola e le note dolci della birra scura, piacevolmente abbinate al sapore intenso e salino dell’ostrica hanno dato vita ad un’accoppiata irresistibile che, nel tempo, ha progressivamente incontrato il gusto di appassionati e cultori di birra anche di altri Paesi del mondo, fino alla Nuova Zelanda, dove, nel 1930, per la prima volta i due prodotti si sono “fusi” insieme nella oyster stout.

L’’esponente più celebre dello stile Oyster Stout è lo storico birrificio artigianale irlandese Porterhouse Brewing Company, a Dublino, ma anche l‘Italia ha i suoi esponenti di spicco, come Birra del Borgo, nel Lazio, produttore di birre artigianali a marchio Eataly, cui si deve la prima produzione italiana di birra stout a base di ostriche bretoni e telline del litorale romano Presidio Slow Food.

Le cozze, sono invece protagoniste delle interpretazioni di birra stout del birrificio di Lambrate, in provincia di Milano, prodotta con l’acqua delle cozze ed il pepe nero. A Napoli, lo storico brand ‘A figlia d’’o marenaro, inventa “Birra, Mare e Cozze” una birra artigianale stout da lunga fermentazione del mollusco intero, in tadem col giovane birrificio artigianale “Birra Bellazzi”, per accompagnare la zuppa di cozze, tipico piatto partenopeo della tradizione del Giovedi Santo.

  • a cura di CG
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