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Gambero Rosso, è irpina la migliore colomba 2021

Il giovane Raffaele Vignola mantiene alta la tradizione di famiglia

Passione di famiglia

A Solofra, località in provincia di Avellino, famosa anche all’estero per l’eccellente lavorazione delle pelli, ogni famiglia è custode dell’antica arte della lievitazione, tramandata di madre in figlia. Ognuna vanta il proprio lievito madre, quello con cui, fino a pochi decenni fa, in ogni casa, ancora si impastavano pane, pizza, dolci lievitati di ogni genere, a seconda della ricorrenza.

Raffaele Vignola (credit Pasticceria Vignola, photo courtesy)

Angelo Vignola insieme a sua moglie Linda, negli anni ’60 ha aperto il suo laboratorio di pasticceria, la Pasticceria Vignola al centro di Solofra e, da allora, utilizza il lievito madre di famiglia per i suoi lievitati, dalle alveolature ben definite e gli impasti, incredibilmente soffici e profumati.

Vanto di un successo che, oggi, prosegue con il figlio, Raffaele Vignola, addestrato fin da piccolissimo ad affinare il proprio talento in laboratorio cui, negli anni, è riuscito ad aggiungere una nota di modernità.

Ricerca, sperimentazione e curiosità sono i cardini su cui si fonda la formazione professionale di Raffaele che dal laboratorio familiare di Solofra, lo hanno condotto in giro per l’Italia per apprendere segreti e perfezionarsi con vari corsi su lievitati, cioccolato e gelati.

Non a caso, queste tre tecniche sono il fiore all’occhiello della Pasticceria.

La Colomba Vignola, racconti di territorio

Accanto alle produzioni tradizionali, come la Pastiera tradizionale, realizzata con i grani antichi e la Colomba Classica artigianale, con arance candite, glassa di mandorle e nocciole (che anche quest’anno, ha conquistato il titolo di Miglior colomba tradizionale 2021 secondo la classifica nazionale del Gambero Rosso), sono proposte golose varianti, tutte arricchite da specialità tipiche, come vino Aglianico, Fiano di Avellino D.O.C.G. “Bechar”, azienda Antonio Caggiano, Olio Extravergine di Oliva Dop, Fichi Biologici canditi. C’è anche una colomba ai carboni vegetali e frutti tropicali, nera come il carbone, ma buona come la classica colomba pasquale, il PanMimì.

Colomba “genovese”, credit CG

Colomba dolce o salata?

A metà tra un prodotto da forno e uno da pasticceria la Colomba al Basilico Genovese D.O.P e Limone di Sorrento IGP è dedicata a Genova, antica città marinara, famosa in gastronomia per il suo profumatissimo pesto di basilico. Un’esplosione di fresca aromaticità che trova il suo acme nella suadente dolcezza dei tocchetti di limone candito. Il dissidio della catalogazione tra dolce o salato si stempera fino a scomparire sulla scia di ricordi dei profumi inebrianti della macchia mediterranea della Costiera sorrentina.

Gastronomico Irpino, Pasticceria Vignola(photo courtesy)

Salata, invece, è decisamente la Colomba “Gastronomico Irpino” con pancetta, capocollo, stesa, sopressata (Az. Biancaniello e Az. Giovanniello), il formaggio Pecorino di Carmasciano e il caciocavallo Podolico.

 

L’antico bignè di Solofra

Antico bignè di Solofra,Pasticceria Vignola( credit Carmen Guerriero)

E’ una specialità prodotta dalla Pasticceria Vignola, realizzata secondo un’antica semplice ricetta di una volta, con pasta bignè, crema pasticcera e amarene. Recentemente, l’antico bignè di Solofra, con pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, è entrato a pieno titolo a far parte dei PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) della Campania, produzioni agroalimentari legati alla tradizione contadina di un determinato luogo di origine e, quindi, artigianali.

CG

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