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“Giardiniere d’arte”, la proposta di una figura cardine per parchi e giardini storici

Recovery, 300 mln per la valorizzazione dei parchi e dei giardini storici. Dario Franceschini: ora più che mai la cultura ha un ruolo centrale nel costruire un’Europa che torna a crescere in maniera più giusta, verde e digitale

Tra le eccellenze del nostro patrimonio culturale che saranno valorizzate dai fondi previsti dal Piano di rilancio e resilienza Next Generation Eu ci sono anche i parchi ed i giardini storici.

Foto di Thanks for your Like • donations welcome da Pixabay

Un’eccellenza nella nostra storia dell’architettura del paesaggio, conosciuta in tutto il mondo, è il giardino all’italiana, uno dei più importanti stili di progettazione, caratterizzato da un disegno simmetrico ed armonioso con intrecci di siepi sempreverdi dalle forme geometriche, impreziositi da laghetti, fontane, colonne classiche, pergolati fioriti, labirinti e, ovviamente, giardini segreti .

Ideato come luogo ameno per la nobiltà italiana di tardo-rinascimento, il giardino all’italiana, in realtà è un’evoluzione del hortus conclusus ovvero il tipico orto medievale di monasteri e conventi, in cui venivano coltivate erbe aromatiche e piante medicinali, ortaggi e piante da frutto per l’autosostentamento.

CAPITULARE DE VILLIS VEI CURTIS IMPERII, credit Wikipedia

Le origini risalgono all’anno mille quando, per dare inizio ad una nuova famiglia benedettina, l’abate San  Romualdo ricevette in dono dal Conte Maldolo un vasto campo, il Campus Maldoli, oggi Camaldoli. Da allora, ogni eremo è chiamato Camaldoli.

Il progetto.

L’intervento prevedrà l’investimento di 300 milioni di euro all’interno del capitolo da 2,7 miliardi destinati alla valorizzazione dei borghi, sicurezza sismica, patrimonio culturale, rurale e religioso.

Nel progetto messo in campo dal Ministero della Cultura guidato da Dario Franceschini – che ha ricordato come “ora più che mai la cultura ha un ruolo centrale nel costruire un’Europa che torna a crescere in maniera più giusta, verde e digitale” – c’è la rigenerazione di circa 110 siti.

Il piano prevede il restauro e la valorizzazione oltreché l’integrazione del censimento già esistente e la conseguente digitalizzazione dei beni culturali che sono all’interno di parchi e giardini.

Sarà, quindi, migliorata la fruizione degli spazi, realizzati interventi di restauro sulle componenti architettoniche e monumentali oltre che la messa in sicurezza di aree recintate, cancelli d’ingresso, sistemi di videosorveglianza di questi luoghi naturalistici dal grande valore storico.

Il “giardiniere d’arte”

Tra le altre iniziative, sarà poi lo sviluppo di quella che dovrà diventare una figura cardine della gestione futura dei parchi e dei giardini storici: il “giardiniere d’arte”.

Si prevede, quindi, il futuro riconoscimento di una qualifica specifica per questa figura, che dovrà avere competenze specialistiche e interdisciplinari (storia del paesaggio, giardinaggio, fitopatologia, botanica, agronomia, ecc.), padroneggiando le tecniche, i materiali e le modalità di messa a dimora, cura, prevenzione e rigenerazione degli elementi vegetali di cui sono composti.

Il “giardiniere d’arte” potrà, così, diventare un professionista che rafforzerà le capacità e le competenze nella gestione e manutenzione delle aree verdi di valore storico e culturale, supportando le amministrazioni locali nella gestione delle problematiche di conservazione di questi beni e colmando la mancanza di competenze specialistiche in questo ambito così importante.

(In copertina, Foto di Peter H da Pixabay )

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