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Campania, protocollo d’intesa per il territorio tra Regione, Città del Vino e Recevin. Il Laboratorio di Montefalcione è chiave in Irpinia

Ass.re Caputo: “Appare fondamentale creare un movimento turistico collegando la viticoltura alle caratteristiche paesaggistiche della nostra area attraverso un piano territoriale di promozione del vino".

Si è svolto ieri il tavolo di regia regionale del protocollo d’intesa tra l’associazione nazionale di Città del Vino e la Regione Campania , fortemente voluto e promosso da Teobaldo Acone, Ambasciatore di Città del vino per la promozione e la valorizzazione dei territori e della cultura del vino, tra cui l’area vasta di Avellino ed il progetto delle “Strade dei vigneti del greco di tufo”, in Irpinia.

filari di Greco di Tufo, Santa Paolina, AV- credit Carmen Guerriero

E’ costante, infatti, l’impegno sul territorio per cultura del paesaggio, delle tradizioni e produzioni eccellenti, vino in testa.

da sin. Ass.re Nicola Caputo, Dirigente Brunella Mercadante, resp. Luciano D’aponte, Teobaldo Acone, d.ssa Carmen Guerriero (credit Regione Campania)
L’incontro è stato presenziato da Nicola Caputo, Assessore all’Agricoltura in Regione Campania, Floriano Zambon, presidente Ass. naz. Città del vino, Teobaldo Acone, Floriano Panza, Ass. Naz. Città del Vino e Marco Razzano, componente cda Recevin  (rete europea delle città del vino), che garantisce l’applicazione dei progetti anche al turismo internazionale.
“Appare fondamentale creare un movimento turistico” – ha commentato l’Assessore Nicola Caputo – “collegando la viticoltura alle caratteristiche paesaggistiche della nostra area attraverso un piano territoriale di promozione del vino”.
da six. Floriano Panza, Floriano Zambon, Ass.re Nicola Caputo, Dirigente Brunella Mercadante, resp. Luciano D’aponte – credit Carmen Guerriero
Tante le proposte sul tavolo di lavoro, tra cui il progetto territoriale del Laboratorio di Montefalcione, per il quale è stato già siglato un protocollo d’intesa anche con l’Universita’ del Molise, oltre che con il Comune di Montefalcione (AV), che pone al centro la rete delleaziende vitivinicole del territorio dell’Irpinia.

“L’obiettivo del progetto è quello di intervenire sul territorio in modo da accrescere l’attrattività e la fruibilità, contribuendo così anche all’ulteriore valorizzazione economica delle produzioni enologiche, individuando  le cantine come punti nodali di una rete di risorse territoriali, integrando il patrimonio enogastronomico con quello culturale e ambientale e più complessivamente territoriale” – ha sottolineato Teobaldo Acone. ” Nell’ambito di questa strategia, si prevede una prima fase conoscitiva di lettura territoriale; una di formazione, partecipazione e disseminazione dei risultati infine una di organizzazione dell’offerta con la realizzazione di un itinerario che si snodi sul territorio comunale con proiezione intercomunale come parte di una più ampia Strada del vino e dei sapori che dovrebbe dipanarsi nell’intera Irpinia vitivinicola”.

Il Sindaco del Comune di Montefalcione AV, d.ssa Antonietta Belli e Teobaldo Acone – credit Carmen Guerriero

Montefalcione fa parte delle Città del Vino, associazione nazionale con lo scopo di sperimentare, a partire dai piccoli comuni, iniziative di valorizzazione strategica del prodotto e del territorio per poter utilmente attivare le buone pratiche da imitare e replicare anche in contesti simili, in cui ad un’elevata qualità del prodotto non corrisponde, però, un sufficiente utilizzo delle potenzialità del territorio.

L’Irpina, storica terra di vino, vanta un patrimonio paesaggistico e vitivinicolo eccezionale, con tre Docg (Fiano di Avellino, Greco di Tufo, Taurasi) ricomprese in ben 51 comuni, alcuni dei quali ne condividono più d’una, come, appunto, il Comune di Montefalcione, ( Docg Fiano e Docg Taurasi).

Grandi vini da grandi vitigni storici che risalgono a tradizioni ultra millenarie, capaci di raccontare, ancora oggi, attraverso un calice di vino, storie di fatica, di zelo e di potenzialità ancora inespresse del territorio dell’Irpinia.

Prof. Rossano Pazzagli, Università del Molise – credit Carmen Guerriero

“La lettura del territorio dovrà seguire una metodologia partecipata” – ha precisato il prof. Rossano Pazzagli, storico territorialista e fondatore del corso di laurea in Enogastronomia e turismo all’Università del Molise– “partendo da una ricognizione delle esperienze, dei soggetti e delle attività esistenti (consorzi, pro-loco, associazioni, treno del vino, ecc.), dagli studi e ricerche già effettuate (storiche, cartografiche, scientifiche…), per arrivare a un censimento di massima del patrimonio territoriale nelle sue diverse articolazioni, in primo luogo le risorse enogastronomiche e paesaggistiche, con la proposta di una sua messa a sistema”.

Con queste premesse il Laboratorio di Montefalcione si prefigge l’obiettivo di valorizzazione economica delle produzioni, in primis vinicole, mediante capillari interventi sul territorio per accrescerne attrattività e fruibilità.

Otto le cantine attive sul territorio, un patrimonio prezioso sul piano produttivo, occupazionale e culturale, fondamentale risorsa dare impulso all’economia locale, consentendo ai giovani di restare e di aprire prospettive di sviluppo sostenibile e durevole.

(In copertina, tavolo lavoro-credit Regione Campania)
Federica Anna Guerriero

Federica Anna Guerriero

Giornalista, è laureanda in Marketing e Comunicazione presso l’Università La Bicocca di Milano. Appassionata di viaggi, ha padronanza di diverse lingue e scrive di turismo, moda e cultura enogastronomica.

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