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Irpinia, accoglienza ed enoturismo asset strategico per la ripartenza.

Un Protocollo d’intesa per il territorio dell’Irpinia per valorizzare aziende e produzioni locali. Realtà e storie delle otto cantine nel progetto del Laboratorio di Montefalcione. lntervista a Teobaldo ACONE, ambasciatore di Città del Vino.

L’Irpinia è una terra che geograficamente sconta la posizione tra mare e monti. Una terra difficile ed impervia, con ricchi corsi d’acqua e boschi fitti abitati dai lupi (hirpus), donde il nome ma anche terra di un popolo fiero e si guerrieri valorosi, pronti a difenderla.

Tanti i miti, le leggende e le storie d’Irpinia che hanno catturato l’attenzione di ammiratori illustri come Cicerone, Publio Virgilio Marone che la richiama anche in un canto dell’Eneide, SenecaClaudianoSant’AgostinoPlinio il Vecchio, Marco Terenzio Varrone, il sommo Dante, di cui quest’anno ricorrono i 700 anni dalla morte e l’umanista Giovanni Pontano, famoso anche per il suo buen retiro “il giardino delle Esperidi” nella Villa di Antignano, al Vomero, collina storica di Napoli.

Un prezioso lembo di terra campana che racchiude meraviglie ancora da scoprire, ma difficili da sostenere, per molteplici motivi, ultimo tra questi, la grave crisi pandemica che ha colpito duramente le aziende.

Un aiuto concreto per la valorizzazione delle aziende di settore è il progetto del Laboratorio di Montefalcione ideato da Teobaldo Acone, Ambasciatore dell’Associazione nazionale di Città del Vino, promosso con il Comune di Montefalcione, Sindaco d.ssa Antonietta Belli, l’Associazione nazionale di Città del vino e l’Università del Molise, nella persona del Prof. Rossano Pazzagli, per il quale recentemente è stato siglato il Protocollo d’intesa per il territorio dell’Irpinia.

Aroma Fine wines- Raffaele Noviello e Teobaldo Acone -credit foto @Carmen Guerriero

Storica terra di vino, l’Irpinia vanta un patrimonio paesaggistico e vitivinicolo eccezionale, con tre Docg (Fiano di Avellino, Greco di Tufo, Taurasi) ricomprese in ben 51 comuni, alcuni dei quali ne condividono più d’una, come il Comune di Montefalcione, ( Docg Fiano e Docg Taurasi).

Donnachiara- Ilaria Petitto, Chiara Mazzarelli e Teobaldo Acone- credit foto @Carmen Guerriero

Lo scopo è quello di focalizzare le aziende vitivinicole quali punti nodali di una rete di risorse territoriali, integrando il patrimonio enogastronomico con quello culturale, paesaggistico e ambientale. E se fare rete è ancora una prospettiva impegnativa, invece, identità, attaccamento alle tradizioni ed al territorio sono elementi di una visione comune.

Joaquin wines- Raffaele Pagano e Teobaldo Acone- credit foto @Carmen Guerriero

Otto le cantine attive sul territorio, un patrimonio prezioso sul piano produttivo, occupazionale e culturale che fa la differenza: Aroma Fine wines- Raffaele Noviello, Donnachiara- Chiara Mazzarelli e Ilaria Petitto, Joaquin Sarl- Raffaele Pagano, Macchia dei Briganti –Carmine de Vito, Sertura– Giancarlo Barbieri; Scilli Campana – Carmine Baldassarre e Mariantonia Florio, Cantine Catena – D’Agostino Angelo, Tenuta Madre– Marianna Mazzariello ed Adriano Tartaglia.

Macchia dei Briganti-Carmine de Vito e Teobaldo Acone-credit foto @Carmen Guerriero

Otto storie virtuose al centro del progetto territoriale di un’Irpinia giovane e più consapevole, grazie al know how delle nuove generazioni capaci di coniugare esperienze, tradizioni locali e moderne tecnologie e di elaborare proposte di hospitality creative e funzionali per un turismo esigente ed accorto, sempre più desideroso di essere “stupito”.

Sertura- Giancarlo Barbieri e Teobaldo Acone credit foto @Carmen Guerriero

Lo screening territoriale in loco con Teobaldo Acone consente non solo di testimoniare l’impegno e la caparbia ostinazione dei giovani imprenditori di “restare a casa”, ma anche l’alto livello della qualità che la viticoltura ha raggiunto negli ultimi anni grazie proprio alle competenze delle nuove generazioni di imprenditori agricoli, sempre più attenti ad integrare accoglienza alla produzione vitivinicola.

Scilli Campana, Pasquale Baldassarre e Teobaldo Acone -credit foto @Carmen Guerriero

Per conoscerne meglio, ho intervistato per ASA Magazine Teobaldo Acone.

D.: Come vede il futuro dell’enoturismo in Irpinia?

La ripartenza dell’enoturismo in Irpinia è legata a doppio filo alle istituzioni locali e regionali, alla capacità di reciproco dialogo e di realizzazione di progetti di sviluppo importanti. Le possibilità ci sono, anche perchè sono nate diverse aziende vitivinicole gestite da giovani imprenditori con una mentalità volta al futuro del settore vitivinicolo.

D.: Quant’è importante fare sistema sul territorio?

E’ fondamentale fare rete tra istituzioni locali e la filiera enogastronomica, tenendo presente il territorio con la sua storia, l’ambiente e l’economia con un progetto ben definito.

D.: In che modo si può costruire un progetto di sviluppo nel settore vitivinicolo in Irpinia?

Bisogna creare un punto di riferimento di collaborazione tra istituzioni locali e la filiera enogastronomica attraverso il laboratorio per la promozione del territorio vitivinicolo di Montefalcione con corsi di formazione, promozione e comunicazione con Città del vino e l’Università del Molise.

D.: Quant’è importante oggi la digitalizzazione nel settore di vendita del vino?

Oggi più che mai è importante! Nel progetto del laboratorio per la promozione del territorio vitivinicolo irpino in Montefalcione ci sarà una piattaforma territoriale insieme alle aziende vitivinicole di Montefalcione creando la possibilità di far conoscere al turista del vino il territorio vitivinicolo.

D.: In che modo si può organizzare efficacemente l’hospitality del turismo del vino?

Alla base ci dev’essere sempre un progetto concreto, come quello del Laboratorio, condotto insieme alla d.ssa Carmen Guerriero, strutturato per creare un dialogo tra il Comune di Montefalcione e le aziende vitivinicole locali attraverso visite in loco, incontri e, sopratutto “ascolti” per conoscerne esigenze per amplificarne la “voce” e tradurla in istanza del territorio. 

D.: Quant’è importante per il turismo del vino fare uno screening del territorio vitivinicolo?

La conoscenza del territorio è assolutamente imprescindibile, sotto tutti i punti vista: ambientale, economico, storico, paesagistico, per porre utilmente le basi di un progetto di sviluppo necessario per la partenza dell’enoturismo.

D.: Quali gli strumenti utili di promozione di un territorio vitivinicolo?

Principalmente sono le strade del vino, il consorzio di tutela dei vini irpini e l’accoglienza, che non può prescindere, da una necessaria formazione professionale con corsi ad hoc di “formazione, promozione e comunicazione”.

Un impegno che è anche una scelta di vita dettata da molteplici ragioni, come la fedeltà alla propria terra, l’amore della famiglia, la passione per il proprio lavoro, la determinazione a contribuire – tutti insieme! – alla crescita ed alla valorizzazione del grande patrimonio comune: l’Irpinia.

Federica Anna Guerriero

Federica Anna Guerriero

Giornalista, è laureanda in Marketing e Comunicazione presso l’Università La Bicocca di Milano. Appassionata di viaggi, ha padronanza di diverse lingue e scrive di turismo, moda e cultura enogastronomica.

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