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CREA REPORT, PER LA PRIMA VOLTA ON LINE I RISULTATI DELLA RICERCA 2020

Per la prima volta, una pubblicazione che fotografa il lavoro svolto dal più importante ente di ricerca agroalimentare italiano, vigilato dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf). E’ articolata in ricerche, suddivise per prodotti, pubblicazioni scientifiche, borse di studio, assegni, dottorati, servizi alle istituzioni e al mondo produttivo, con l’indicazione delle strutture e dei ricercatori di riferimento. Pensata per una facile consultazione, è disponibile sul sito del CREA in italiano ed inglese, e a breve anche in cinese

«Questo volume raccoglie le informazioni più importanti ed essenziali sull’attività scientifica del CREA, per presentare al pubblico il prezioso frutto del lavoro operoso del proprio capitale immateriale, ricco di oltre duemila ricercatori, tecnologi e dipendenti amministrativi di supporto – ha dichiarato Carlo Gaudio, Presidente del CREA, in occasione della presentazione di CREA Report 2020 svoltasi oggi dalle ore 10:00 in diretta sul canale youtube del CREA-. In particolare, la trasferibilità degli studi condotti nei Centri di Ricerca del CREA, rappresenta il fil rouge che accomuna ricerche tanto diverse tra loro, ma con l’obiettivo finale di creare la maggiore integrazione possibile tra ricerca di base e ricerca applicata sui temi centrali e più avanzati nel settore agroalimentare, degli alimenti e della nutrizione, della politica e dell’economia agraria».

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CREA Report 2020. 799 ricerche attive, 634 pubblicazioni e 200 tra dottorati e assegni di ricerca e borse di studio. Questi i numeri più rilevanti della ricerca CREA, che ha interessato diversi ambiti dell’agroalimentare: dalla genomica alla tecnologia meccanica ed elettronica, dal miglioramento varietale tradizionale alla maggiore sostenibilità agricola, dalla riduzione di fitofarmaci all’aumento della resistenza a stress idrici, avversità e ai parassiti. E ancora benessere animale, valorizzazione delle produzioni e delle risorse naturali, acqua e suolo in primis, ma anche le foreste. Quest’intensa attività, che ha potuto giovarsi anche di circa 5000 ettari di terreni sperimentali, ha dato vita a 44 brevetti, 195 privative vegetali e oltre 500 varietà iscritte nei registri nazionali. Un cenno a parte merita  l’incremento dello straordinario patrimonio di Collezioni vegetali e animali del CREA, un unicum a livello planetario: 119 le collezioni di germoplasma esistenti, in particolare di importanza mondiale quelle della vite, dell’olivo e della gran parte dei cereali.

«Il Report è il primo documento di consolidamento della ricerca svolto dal CREA, sin dalla sua costituzione, e può essere un utile strumento per studiosi, istituzioni, imprese e cittadini per comprendere cosa fa il CREA, dove svolge la sua attività e quali risultati ha ottenuto. Nonostante il terribile anno appena trascorso, la nostra attività non si è fermata: i 12 centri, le 75 sedi e le oltre 2.200 persone che vi lavorano hanno continuato a produrre ricerche in tutti gli ambiti agroalimentari ed ambientali, con l’intento di aver potuto dare un piccolo contributo all’avanzamento della ricerca mondiale in questi settori. L’auspicio è di poter fare sempre meglio». Così Stefano Vaccari, Direttore Generale del CREA, che ha curato il Report, in occasione della sua presentazione.

L’attività di supporto tecnico e scientifico al Mipaaf e alle Regioni e Province autonome è stata particolarmente significativa, grazie alla presenza in centinaia di tavoli tecnici e commissioni, con la produzione della relativa documentazione tecnica e programmatica aderente al contesto europeo ed internazionale (ad es. la nuova PAC, le analisi relative alla politica agricola comune e alla politica di sviluppo rurale, attraverso anche la Rete Rurale Nazionale, lo strumento per declinare sul territorio i Programmi di Sviluppo Rurale, di cui il CREA è uno dei soggetti attuatori). Complessivamente sono state circa 830 le iniziative realizzate a supporto di ricerca e Istituzioni.

Anche sul fronte dell’alimentazione e della nutrizione, il CREA, ha contribuito con la sua attività a consolidare nel mondo la validità del modello nutrizionale italiano, fornendo al Governo il supporto scientifico per dimostrare quanto il sistema Nutriscore sia fallace e distorsivo per i consumatori nel confronto con la NutrInform Battery. Senza dimenticare le Tabelle di Composizione degli Alimenti, banca dati alla base di ogni analisi in campo nutrizionale, che il CREA pubblica da oltre 70 anni.

Scarica il report al seguente link

Consulta l’infografica interattiva al seguente link

In allegato, invece la tabella riassuntiva delle attività del CREA.

In copertina, foto di Gerd Altmann-Pixabay )

REDAZIONE

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