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GIOVANE ED AUTENTICO, IL VOLTO NUOVO DEL VINO IRPINO

Slancio, passione ed una tradizione secolare di famiglia. Immacolata ed Antonia Tortora di CANTINA AMINEA sono l'esempio della forza dei sogni che, oggi, ripaga con una splendida realtà produttiva del tutto rinnovata, nel cuore della storica Irpinia vitivinicola.

Ci vuole coraggio a scegliere di abbandonare la serenità dei luoghi natii per avventurarsi a largo di orizzonti incerti. Qualcuno direbbe incoscienza, io preferisco rischio ragionato. E’ questa l’impressione che ho avuto quando ho incontrato Immacolata Tortora, giovane enologa dell’azienda Aminea winery, a Castelvetere sul Calore, in provincia di Avellino.

Dal 2018 Immacolata, insieme alla sorella Antonia, commercialista, forti della loro preparazione professionale e dell’esperienza familiare, nel settore da oltre un secolo, ha lasciato Pagani, in provincia di Salerno, per rilevare l’azienda, desueta da molti anni dalla precedente proprietà.

Immacolata Tortora, Aminea Winery con Teobaldo Acone, Ambasciatore Città del Vino (credit foto ASA Magazine-Carmen Guerriero)

Passione per il terroir irpino o voglia di raccogliere una sfida? Magari entrambe. Di fatto, a poco più di due anni dall’inizio dell’avventura, le sorelle Tortora sono riuscite caparbiamente a realizzare i loro sogni.

Immacolata Tortora, bottaia, Aminea Winery (credit foto ASA Magazine-Carmen Guerriero)

Mi ha anche colpito il senso di maturità e di intraprendenza di queste due giovani donne che hanno deciso di applicare l’alta tecnologia sia alla strumentazione, con l’uso di presse pneumatiche a membrana, sia a tecniche di vinificazione, apportando alla produttività un approccio decisamente moderno, innovativo e sostenibile. La produzione deriva tutta dalla vinificazione delle proprie uve

Senza, però, rinunciare al fortissimo legame che, da sempre, lega l’azienda alla sua terra. “Il nome Aminea richiama l’antico popolo degli Aminei che, proprio qui, nella Valle del Calore, piantarono i primi vigneti, considerati tra i più pregiati”precisa ImmacolataScegliere di conservarne questo nome è sembrata la cosa più ovvia, in quanto legato alla storia della viticoltura in Campania”

Aminea Winery (credit foto ASA Magazine-Carmen Guerriero)

Storia che viene evocata anche nei nomi delle etichette dei vini: Sarracino, Fiano docg, che richiama il nome di un’antico bosco, poi divenuto una vecchia contrada. Calore, Greco docg, dall’omonimo fiume. Tre Rupi, Falanghina doc, dalle tre vette del Monte Tuoro, propaggine settentrionale del massiccio montuoso del Terminio ed, infine, Monsignore Aglianico doc, dal nome di un antico casale di proprietà di un vecchio sacerdote

I vigneti si trovano in aree particolarmente vocate dell’Irpinia, come Lapio per il Fiano, Luogosano (Sant’Angelo all’esca) per la Falanghina DOC, Tufo per il Greco e Montemarano per l’ Aglianico.

Aminea Winery (credit foto Aminea)

In programma c’è anche la produzione di vino Spumante, sia metodo charmat che classico.

Quest’estate, invece, l’azienda ha lanciato Madre Terra, Irpinia rosato doc 2020 doc, limited edition, 100% Aglianico (solo 1.300 le bottiglie previste).

Un vino dal colore deciso, cerasuolo, dal naso pregno di frutta fresca, fragole e ciliegie, l’acidità della melagrana, con leggeri rimandi balsamici di mirto e sottile avvolgenza di pepe bianco.

Vini di carattere, espressione di un territorio che non teme di apparire nella sua autenticità, ruvida e sincera. Aminea è identità territoriale. Sorsi d’Irpinia.

Federica Anna Guerriero

Federica Anna Guerriero

Milanese, giornalista iscritta all’OdG Lombardia, è laureanda in Marketing e Comunicazione presso l’Università La Bicocca di Milano. Appassionata di viaggi, ha padronanza di diverse lingue e scrive di turismo ed enogastronomia

 

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