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Vigne, cantine e borghi. Enoturismo chiave di rinascita dell’Italia “minore”.

Floriano Zambon: "finita la fase d’emergenza, siamo avvantaggiati da condizioni ambientali, strutturali e di lunga esperienza per una nuova idea di turismo lento, piacevole, sicuro e di prossimità". Presentato a Montefacione, provincia di Avellino, il protocollo d’intesa stilato con l’Università del Molise e Città del Vino per un Laboratorio a tutela, valorizzazione e promozione del territorio vitivinicolo irpino.

Un ricco tavolo di confronto, resoconti e proposte concrete ha animato il convegno di presentazione del “Laboratorio di promozione territoriale” che si è svolto qualche giorno fa presso il Comune di Montefalcione (AV).

da six Francesco Acampora, Carmen Guerriero, Teobaldo Acone, Antonietta Belli, Floriano Zambon, Felice D’Amora, Clelia Cipoletta e Rossano Pazzagli (credit foto@ASA Magazine-Alfredo Cascone)

Fortemente voluto dal Sindaco di Montefalcione, d.ssa Antonietta Belli, il progetto è nato su iniziativa di Teobaldo Acone, Ambasciatore storico di Città del Vino, promosso con Città del Vino, Presidente dott. Floriano Zambon, Unimol – Università degli Studi del Molise – University of Molise, Prof. Rossano Pazzagli e la d.ssa Carmen Guerriero, nostro Direttore.

Nella speciale occasione è stato presentato il Protocollo d’intesa per il territorio dell’Irpinia che mira ad individuare le aziende vitivinicole “quali punti nodali di una rete di risorse territoriali “- ha precisato il prof. Rossano Pazzagli, storico territorialista e fondatore del corso di laurea in Enogastronomia e turismo all’Università del Molise– “integrando il patrimonio territoriale nelle sue diverse articolazioni, in primo luogo le risorse enogastronomiche e paesaggistiche, con la proposta di una sua messa a sistema”.

In piedi, Prof. Rossano Pazzagli (credit foto@ASA Magazine-Alfredo Cascone)

L’Irpina, storica terra di vino, vanta un patrimonio paesaggistico e vitivinicolo eccezionale, con tre Docg (Fiano di Avellino, Greco di Tufo, Taurasi) ricomprese in ben 51 comuni, alcuni dei quali ne condividono più d’una, come il Comune di Montefalcione ( Docg Fiano e Docg Taurasi), uno dei Comuni delle Città del Vino.

Al centro, al microfono D.ssa Antonietta Belli, Sindaco di Montefalcione (AV) (credit foto@ASA Magazine-Alfredo Cascone)

“L’obiettivo del progetto è accrescere l’attrattività e la fruibilità delle risorse del territorio, contribuendo così anche all’ulteriore valorizzazione economica delle produzioni enologiche” – ha sottolineato Teobaldo Acone. ”Fondamentale la lettura territoriale, in cui formazione, partecipazione,  disseminazione dei risultati e organizzazione dell’offerta possano concorrere per la realizzazione di un itinerario sul territorio come parte di una più ampia Strada del vino e dei sapori nell’intera Irpinia vitivinicola.

In piedi, Teobaldo Acone, Ambasciatore Città del Vino (credit foto@ASA Magazine-Alfredo Cascone)

Buone pratiche replicabili anche in contesti simili, in cui all’elevata qualità del prodotto non corrisponde un sufficiente utilizzo delle potenzialità.

E se l’emergenza di questi due ultimi anni ha pesantemente influito sulla capacità economica delle aziende, di converso, ha potenziato creazione ed applicazione degli strumenti di comunicazione con l’accelerazione di processi di digitalizzazione, nuovi modelli di comunicazione e di vendita a tutela di relazioni con clienti, rete locale ed interlocutori commerciali, aggiungendo un nuovo valore al mercato. Un mercato che è cambiato notevolmente, tracciando l’identikit di un nuovo turismo enogastronomico che, malgrado la crisi pandemica, ha registrato una crescita costante, al traino dei “viaggi del gusto”, prediletto prolungamento dell’esperienza di viaggio, fattore importantissimo per l’economia locale dei territori.

Come si evince nell’ultimo Rapporto sul Turismo enogastronomico italiano 2021l della prof.ssa Roberta Garibaldi, docente presso l’Università di Bergamo di Tourism Management, Presidente Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, il nuovo turista reclama qualità, spazi nuovi e suggestivi, con vacanze più frammentate, di minore permanenza e destinazioni sicure. Favorita la destinazione Italia e la voglia di conoscenza del vasto patrimonio di sapori e di cucina locale, l’esperienza più gradita, con Sicilia e Campania, Napoli in vetta, tra le più preferite.

In piedi Dott. Floriano ZAMBON, Presidente Ass. naz. Città del Vino (credit foto@ASA Magazine-Alfredo Cascone)

L’enoturismo è, dunque, la chiave di volta per la ripartenza dei territori. Basti pensare che in questi ultimi mesi, addirittura, si è registrato un aumento di presenze in vigna e cantine del 10%, grazie anche ad eventi nazionali di successo come Calici di Stelle, in programma ad agosto, di Città del Vino.

Il XVI Rapporto sul Turismo del Vino in Italia presentato dall’Associazione nazionale delle Città del Vino ha rivelato che lo standard più elevato di qualità delle Città del Vino è nell’accoglienza enoturistica “– ha commentato il presidente Floriano Zambon – “Questo favorisce la ripresa, finita la fase d’emergenza, perché siamo avvantaggiati da condizioni ambientali, strutturali e di lunga esperienza per una nuova idea di turismo lento, piacevole, sicuro e di prossimità. Anche se va detto che c’è ancora molto da fare. Sarà il futuro e noi siamo già in linea con questo trend di sostenibilità ambientale, economica e sociale”. “E’ necessario estendere e rendere più incisive la detraibilità o almeno la deducibilità della spesa turistica delle famiglie”- ha continuato il presidente Zambon. “Ma soprattutto occorrono nuovi fondi  per riqualificare i territori e per la promozione. E’ strategico il ruolo delle istituzioni locali per il rilancio”.

In piedi Ing. Francesco ACAMPORA, Pres. COLDIRETTI- Avellino (credit foto@ASA Magazine-Alfredo Cascone)

Presenti al convegno l’Ing.Francesco Acampora Presidente Coldiretti Avellino, recentemente avevamo già intervistato per rappresentarci la fotografia odierna del settore vitivinicolo in Irpinia, che ha ribadito se rafforziamo il vino irpino come bandiera di questa terra, riusciremo ad aprire canali commerciali anche per tutti gli altri prodotti agroalimentari”.

L’Arch. Clelia Cipolletta ha illustrato Le architetture del vino nell’era dell’enoturismo, il dott. Felice D’Amora ha offerto spunti di riflessione sul vino e l’impatto del coronavirus sulle imprese vitivinicole e Massimiliano Imbimbo, ceo di Heart, start up irpina di vetrina digitale del territorio, che ha presentato la piattaforma multicanale per il territorio del Comune di Montefalcione, per sponsorizzare non solo imprenditori, negozi e aziende coi loro prodotti, ma mettere in rete il patrimonio storico-artistico, consentendo ai visitatori l’informazione in tempo reale.

La d.ssa Carmen Guerriero nel suo intervento ha condiviso esiti e riflessioni maturati in occasione delle tante visite realizzate prima e dopo il lockdown presso le cantine irpine con Teobaldo Acone.

Otto le cantine attive sull’areale di Montefalcione, con due Docg- Fiano e Taurasi, un patrimonio prezioso sul piano produttivo, occupazionale e culturale che fa la differenza: Aroma Fine wines- Raffaele Noviello, Donnachiara- Chiara Mazzarelli e Ilaria Petitto, Joaquin Sarl- Raffaele Pagano, Macchia dei Briganti –Carmine de Vito, Sertura– Giancarlo Barbieri; Scilli Campana – Carmine Baldassarre e Mariantonia Florio, Cantine Catena – D’Agostino Angelo, Tenuta Madre– Marianna Mazzariello ed Adriano Tartaglia.

In piedi D.ssa Carmen Guerriero

“Otto storie virtuose di unIrpinia giovane e più consapevole” – ha sottolineato il Direttore – “che ha posto in luce l’impegno e la caparbia ostinazione delle nuove generazioni a raccogliere la sfida del territorio ”restando a casa”; l’alto livello qualitativo delle produzioni che si traduce in potenzialità di business, indipendentemente dalle dimensioni ed il prezioso know how, necessario bagaglio culturale per coniugare esperienze, tradizioni locali e moderne tecnologie in stili unici. Ecco, allora, che se vino e territorio sono fattori chiave per lo sviluppo dell’enoturismo” – ha continuato la d.ssa Guerriero altrettanto importanti sono le risorse umane, ovvero le persone deputate ad interagire in cantina con i visitatori per offrire un’esperienza diretta più ricca, soddisfacente ed autentica”.

La loro capacità dipende da una formazione adeguata e- come sottolineato da Teobaldo Aconeè il primo biglietto da visita della cantina: non basta saper produrre solo buoni vini, ma occorre saper fare un’accoglienza funzionale ed adeguata. Una buona impressione può veramente fare la differenza!

Ciò, oltre a favorire la sostenibilità dei valori del brand, consente un turismo più predisposto a prolungare il tempo di permanenza sul territorio e, dunque, un’amplificazione dei vantaggi economico-culturali.

Certo, la capacità di fare “rete” è ancora una prospettiva complessa, ma la visione comune di identità, attaccamento alle tradizioni ed al territorio lascia ben sperare per il bene collettivo futuro.

Copyright © 2000/2021

Massimo Antonino Cascone

Massimo Antonino Cascone

Giornalista, laureato in Giurisprudenza. Esperto di geopolitica e cultore dell’agroalimentare ecosostenibile, è cofondatore di “KairosTV” e membro di “Come Don Chisciotte”. La sua frase? “È sempre l’occasione giusta per cambiare la realtà”.

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