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La Moretta di Fano: storia e ricetta di un caffè che viene dal mare.

Bevanda storica e tipica di Fano, la Moretta nel 2006 ha ricevuto il riconoscimento di cocktail ufficiale dall’AIBES, Associazione Italiana Barmen e Sostenitori e , nel 2011, è stata dichiarata prodotto agroalimentare marchigiano di eccellenza. Un viaggio nella provincia di Pesaro e Urbino è l'occasione per scoprire non solo eccellenze gastronomiche, ma anche città e piccoli borghi ricchi di storia e arte

Moretta (Credit photo @Pixabay)

Passeggiando per il litorale adriatico, è possibile assaggiare una bevanda tipica di questa zona e precisamente della zona di Fano; la Moretta.

La Moretta è un mix di caffè, liquore all’anice, rum e brandy (in alternativa cognac), aromatizzato con scorza di limone e zucchero, preparato in un bicchierino di vetro, ma oltre che caffè è perfetta anche come digestivo.

Le origini di questa bevanda sono antiche, tra storia e leggenda, molti narrano, che anticamente, per scaldarsi durante le gelide notti invernali, i marinai usassero mescolare il caffè bollente ai fondi avanzati nelle varie bottiglie di liquori, dando così vita a una bevanda calda.

Altri ritengono che la moglie premurosa di un marinaio preparasse per il marito un mix ristoratore a base di caffè e del liquore che aveva a disposizione.

La maggior parte delle persone è solita attribuire il nome della Moretta di Fano all’etichetta di uno dei tre liquori usati per la ricetta, che conteneva l’immagine di una ragazza dalla carnagione scura, Muréta in dialetto fanese.

Panorama città di Urbino (Credit photo @ASA magazine-Maria Luisa Guerriero)

Nobile comunque è la tradizione in cui si inserisce questa antica ricetta fanese, quella di preparazioni storiche a base di caffè, come il Bicerin per Torino e la Barbajada per Milano, da cui la Moretta si distingue per lo spiccato afflato alcolico, tanto che nel 2006, la Moretta ha ricevuto il riconoscimento di cocktail ufficiale dall’AIBES, Associazione Italiana Barmen e Sostenitori, e poco più tardi, nel 2011, è stata dichiarata prodotto agroalimentare marchigiano di eccellenza.

Il territorio della provincia di Pesaro-Urbino è ricco oltre che di prodotti gastronomici anche città e paesi pieni di storia, arte, per esempio Urbino, Castelleone di Suasa, Mondavio, Fano, Mondolfo Gradara, la Gola del Furlo e le Grotte di Frasassi, dove è possibile osservare architetture medievali, tracce e resti dell’impero Romani ed innamorarvi dell’incantevole natura.

Fanum fortunae (Credit photo @ASA magazine-Maria Luisa Guerriero)

La città di Fano, legata a questa bevanda, ha origine storiche antiche, sorta e sviluppatasi intorno ad un tempio eretto alla dea Fortuna, da cui il nome di Fanum Fortunae, ancora oggi sono visibili le impronte di epoca romana. L’imperatore Augusto fece edificare le mura cittadine (di cui si conservano notevoli resti), dotate di torrioni e di una porta, oggi nota come Arco di Augusto.

L’Arco era originariamente sormontato da un grande attico a pseudoportico, andato distrutto nel 1463 durante un assedio di Federico da Montefeltro. Al centro della città fu edificata la Basilica Vitruviana (oggi scomparsa), così detta dal nome dell’architetto che la progettò descrivendola poi nel suo famoso trattato.

Palazzo del Podestà (Credit photo @ASA magazine-Maria Luisa Guerriero)

Dall’età augustea fino al terzo secolo d.C. questo grande edificio a portici e colonne affacciato sul foro cittadino svolse ruolo di incontro per i cittadini.

Durante il medioevo la città vide un periodo di grande decadenza, a causa delle guerre tra Goti e Bizantini. Alla fine del Duecento il Comune era governato da un podestà (si edificò in questo periodo il Palazzo del Podestà, la cui facciata è oggi inglobata nel Teatro della Fortuna), sino al graduale affermarsi, nel Trecento, della signoria dei Malatesta, che, tra alterne vicende, tennero la città fino al 1463.

In questi secoli Fano era uno dei principali porti rivolti verso Oriente, punto cruciale per il commercio di vini, spezie esotiche e stoffe preziose. La signoria dei Malatesta su Fano e sul suo territorio cessò nel 1463, quando Federico da Montefeltro, duca di Urbino, conquistò la città dopo un lungo assedio annettendola al suo stato.

Mondolfo (Credit photo @ASA magazine-Maria Luisa Guerriero)

Proseguendo fuori da Fano verso le colline si arriva a Mondolfo, considerato uno dei borghi più belli d’Italia, situato sulla sommità di una collina in posizione strategica per i suoi abitanti, viene considerato un esempio di fortezza medioevale

L’ipotesi più accreditata è che Mondolfo derivi da Montoffus, cioè Monte di Offo, il capostipite della famiglia feudale che ebbe la signoria sul castello fino all’avvento dei Malatesta. Il castello di Mondolfo sotto la signoria Della Rovere, viene ricompreso nel Ducato d’Urbino, conoscendo un notevole sviluppo urbanistico,

Palazzo Ducale, Urbino (Credit photo @ASA magazine-Maria Luisa Guerriero)

Non si può dimenticare Urbino, patrimonio mondiale dell’Unesco, raggiuse il massimo splendore con il Duca Federico di Montefeltro che con il suo centro storico incarna il sogno di costruire la città ideale del Rinascimento.

Urbino racchiude un patrimonio artistico inestimabile: il Palazzo Ducale è una piccola città fortificata fatta costruire da Federico III da Montefeltro. Oggi il Palazzo Ducale ospita la Galleria Nazionale delle Marche, dove si possono ammirare opere di Raffaello, Tiziano e Piero della Francesca; 80 sale che raccolgono per lo più dipinti Le opere principali si trovano al primo piano, suddivise tra gli appartamenti abitati dal Duca e dalla sua famiglia. Nell’appartamento del Duca si trovano due capolavori di Piero della Francesca: La Flagellazione di Cristo e la Madonna di Senigallia. Al secondo piano sono presenti opere del Cinquecento e Seicento di Barocci, Gentileschi, Guerrieri.

Tra le più importanti opere esposte ricordiamo anche la “Città Ideale”, dipinto simbolo dell’arte italiana.

Urbino è anche la città natale di Raffaello, uno dei grandi artisti del Rinascimento L’abitazione conserva solo poche opere originali del grande pittore urbinate, quasi tutte dipinte in età giovanile, ma merita comunque una visita perché è qui che Raffaello trascorse la sua infanzia formandosi nella bottega del padre, artista alla corte di Federico da Montefeltro, esordendo con opere commissionategli dalle vicine località del ducato.

(Credit photo @ASA magazine-Maria Luisa Guerriero)

Maria Luisa Guerriero

Maria Luisa Guerriero

Architetto, vive e lavora a Milano, con interesse per design e architettura sostenibile. Sviluppa progetti di interior residenziale, con ricerca di studio di materiali e tecniche e attività di consulenza in sicurezza del lavoro.

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