BioWine

Sostenibilità e responsabilità sociale di impresa, il nuovo approccio nel vino

Nonostante il periodo di complessiva variabilità, Ruffino, storica azienda vitivinicola toscana, persegue una strategia improntata allo sviluppo responsabile del proprio business.

Tematiche ambientali, sociali e di governance “sono le tre parole che vedo indissolubilmente legate al concetto di sostenibilità ed al ruolo che sempre più ha nelle aziende”. Così la professoressa Rossella Sobrero, presidente Ferpi, nell’evento di presentazione del terzo bilancio di sostenibilità relativo all’anno fiscale 2021 dell’azienda Ruffino, a Bagno a Ripoli, nella Tenuta Poggio Casciano, sintesi di legame della storica azienda toscana con le proprie radici, il territorio ed il contesto ambientale e sociale in cui opera, pur sempre con il consueto sguardo di apertura globale.

Un percorso di crescita, nel nome di principi prima di tutto etici e non solo economici, con una terza edizione del bilancio che porta con sé la revisione della matrice di priorità, quelle che il consumatore stesso si aspetta.

Sandro Sartor, presidente di Ruffino, ha sottolineato come una delle priorità dell’azienda sia la salvaguardia dall’ambiente, risorsa essenziale per la sopravvivenza e continuità del nostro business.

Ruffino ha iniziato nel 2018 la conversione al biologico, oltre una costante attenzione agli sprechi e all’impatto ambientale anche nel riciclo di oltre il 75% dei rifiuti prodotti, di cui sono un esempio virtuoso la gestione delle acque con impianti di depurazione all’avanguardia e la fitodepurazione, che permette di trattare in modo naturale le acque di scarico delle cantine grazie all’uso delle piante palustri e del filtraggio naturale dell’acqua con sabbia e ghiaia, convogliando l’acqua purificata nelle operazioni di irrigazione e pulizia.

L’impegno, entro il 2025, a convertire la nostra produzione a 100% biologica, per ridurre l’impronta ambientale e di rispondere ai bisogni dei consumatori sempre più orientati alla scelta di prodotti sostenibili. Tanto è confermato anche dai piani di investimento dell’azienda che ha già in programma investimenti di oltre 8 milioni di Euro nei prossimi quattro anni per i progetti di sostenibilità ambientale, produttiva e di salute e sicurezza.

Responsabilità verso l’ambiente e verso il consumo responsabile non solo delle materie prime ma anche del vino stesso, con l’obiettivo di trasmettere una cultura sana del vivere di gusto nelle parole di Sandro Sartor che riveste anche il ruolo di presidente di Wine in Moderation, l’associazione con sede a Bruxelles che promuove la cultura del consumo consapevole e del bere responsabile.

La presentazione del bilancio ha voluto così essere un momento di confronto che ha visto il coinvolgimento di tutte le funzioni aziendali, dei rappresentanti dei vari settori: esempio di una visione sistemica che affronta la sostenibilità nelle varie aree in prospettiva temporale e, nello specifico, portatori ognuno di uno stesso linguaggio identitario per la comunicazione trasversale di tutte le pratiche virtuose poste in essere tra salute di equità, e approccio sistemico.

Redazione

 

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