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MALVASIA ISTRIANA, la regina dei vini di mare.

Vitigno di origine greca, del Regno della Morea, nome ufficiale che la Repubblica di Venezia diede alla penisola del Peloponneso, in Grecia, la Malvasia conta 19 varietà ed un lunghissima storia, bella quanto un viaggio.

La Malvasia. Questo vino è l’emblema del viaggio. Addirittura nel 1600 a Venezia i vini erano divisi tra Malvasia e Terrano. La Malvasia come vino “navigato” e proveniente dal mare, il Terrano come vino “della terra nostra” proveniente dai terreni vicini. E, addirittura, esistevano dei locali per la vendita di vino che si chiamavano Malvasia, per la vendita dei vini navigati.

Si parla sempre di vini, mai di vitigni. Infatti di vitigni Malvasia  iscritti attualmente  al Registro Nazionale delle Varietà di Vite ce ne  sono 19, da quelle neutre, semiaromatiche, aromatiche e addirittura con la bacca rossa.

Monemvasia, Peloponneso, Grecia -credit photo @Carmen Guerriero

Ma dove dove proviene? E’ un vitigno di origine greca, della città della Morea, nel Peloponneso.

É datata 1214 la prima citazione ufficiale del vino Monemvasios, prodotto a Monembasia (degenerato poi in Malvasia), città fortezza fondata attorno al 588 in Laconia, che compare in una comunicazione di Nicola Mesarites, arcivescovo di Efeso, insieme ai vini di Chio, di Lesbo e dell’Eubea.

Nel 1248 i Veneziani penetrarono nella regione di Monemvasia e ne trasportarono i vitigni a Creta, che occupavano fin dal 1204 (all’epoca delle Crociate), mentre la città di Monembasia passava in loro dominio più tardi, nel 1419.

L’assoggettamento dei Veneziani continuò fino alla seconda metà del XVIII secolo, e la produzione e il commercio del vino di Malvasia divenne attivissimo, per poi decadere e cessare sotto la dominazione turca. E, finalmente, i nostri amici Veneziani portano a casa non solo il vino ma anche le barbatelle.

E non le vanno ad piantare a Dolo o Mira o comunque in pianura. Allora erano padroni dell’Istria che con i sui terreni calcarei ha caratteristiche simili alle isole greche di origine. Ecco allora la nostra Malvasia Istriana che prospera in Istria e poi se ne viene sul Carso e in Friuli.

Forse potrebbe essere sufficiente un sorso per afferrare tutte le tue qualità Ma tu celi ben più del milione di gocce di liquido nobile Dicono di te che sei d’oltremare, recata dalla serenissima E che potresti essere minerale, dal gusto quasi salato Cresci rigogliosa laddove regna la bora, e nel tuo odore respiro i fiori Essendo sull’arenaria e sulla terra rossa il manto fertile sovente sottile Esigi il sudore di colui che ti coltiva Ti presenti sia giovane e giocosa, sia come una dama attempata dalle buone maniere E io t’amo perdutamente, soprattutto quando assumi il colore del sole istriano.

Ecco l’Ode alla Malvasia, il delirio dell’Enologo. Una poesia d’amore di Tilen Praprotnik uno dei migliori enologi sloveni follemente innamorato di questa varietà. La scrisse nel 2008 e faceva bella mostra nel libretto di presentazione del festival internazionale delle Malvasia che ogni anno, oramai da 22 anni, si svolge in quel di Portorose (Slo) in giugno, in spiaggia, nel tardo pomeriggio e per tutta la notte, con una grande festa per onorare la regina dei vini istriani.

Un vitigno che produce un’uva che si presta alla produzione di varie tipologie di vini. Raccolta anticipatamente, per esaltare la sua naturale acidità, eccola pronta per la produzione di spumanti sia a metodo classico che charmat. Fresca e di grande bevibilità ecco la Malvasia di annata che si presta anche a essere vinificata per un vino di lunga durata. La sua buccia bella spessa permette poi la lunga macerazione sulle bucce ed allora ecco la Malvasia macerata. Lasciandola surmaturare in vigna o appassendola sui graticci ci fa ritrovare un passito di gran classe.

Insomma un vino eclettico che ci porta a viaggiare o se non altro a sognare di viaggiare!

Liliana Savioli

Liliana Savioli

Giornalista, è Sommelier, esperto degustatore e docente. Scrive di vino e dei suoi interpreti, degusta per guide e concorsi nel mondo. E’ tra i coordinatori della Guida Vinibuoni d’Italia e corrispondente per il FVG di Testa di settore.

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