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Idromele e Canapa sativa L., a Napoli il primo studio sperimentale

All’Università Federico II di Napoli - Dipartimento di Agraria- studi di ricerca sul connubio idromele- cannabis hanno rivelato sorprendenti effetti di amplificazioni delle proprietà organolettiche e terapeutiche

Spumeggiante, fresco, sicuramente mosso. Così, i testi antichi ci descrivono l’idromele, la bevanda fermentata a base di miele più antica dell’umanità.

Le prime testimonianze archeologiche sulla sua produzione in Europa risalgono al 7.000 a.C. circa, ma pare che già quasi 10.000 anni fa fosse prodotto in Cina. Un fermentato con più di 20.000 anni di storia, patrimonio culturale di tantissimi popoli.

Rhytòi minoici in steatite, Museo Archeologico di Heraklion, Creta, Grecia.

Con la diffusione nel bacino del Mediterraneo della vitis vinifera e, dunque, del vino l’idromele iniziò, però, a perdere progressivamente il suo interessa alla produzione. Il clima favorevole, infatti, favorì la coltivazione di uve per il vino, in quanto più semplice ed economicamente vantaggiosa.

Soltanto in nord Europa, dove il freddo non permise la diffusione delle vigne, la cultura dell’idromele continuò a permeare le tradizioni dei popoli. Tanto è confermato anche dai ritrovamenti negli scavi archeologici di corni potori e di rhyton (calici) alti e stretti, recipienti tradizionali del nord Europa ed ideali per il contenimento dell’effervescenza, data da un’impetuosa fermentazione a base di differenti varietà, più chiare o più scure, di miele.

credit foto, Miel d’Or

Bevanda costosa e, dunque, appannaggio di pochi eletti, l’idromele era, essenzialmente considerata sacra, dono degli dei concesso agli uomini attraverso il lavoro delle api con i pollini dei fiori.

Il processo di produzione dell’idromele è molto semplice e, come suggerisce il nome, gli unici ingredienti impiegati sono acqua e miele: dal Greco υδρό “acqua” e  μέλι “miele”: basta che il favo di miele entra in contatto con l’acqua perché si attivino i lieviti naturalmente presenti ed inizi il processo di fermentazione che porta alla trasformazione degli zuccheri in alcool. È verosimile che il primo essere umano ad aver assaggiato questa bevanda possa essere stato un Homo Sapiens Sapiens che, alla ricerca di cibo, abbia attinto ai resti di un alveare. Il miele, infatti, già in epoca preistorica era un cibo molto gradito e ricercato, sia per la facilità di reperirlo in natura, sia per l’ottimo apporto di zuccheri, vitamine, minerali, enzimi e composti ad azione benefica per l’organismo.

credit foto, arnie Miel d’Or

Rispetto ai polifenoli nel vino, dalle tante proprietà benefiche, l’idromele presenta componenti nutrizionali, qualità organolettiche e gradazione alcolica (8-18%) parimenti importanti, oltre che un maggiore contenuto di vitamine e sali minerali, antiossidanti e acidi organici che, secondo il Naturopata S. Kneipp, hanno un effetto depurativo e digestivo, azione disinfettante ed antimicrobica.

Recenti studi sull’idromele condotti presso l’Università Federico II di Napoli – Dipartimento di Agraria dal dott. Rosario A. Sica, sotto la guida del Prof. Raffaele Romano, hanno rivelato che, l’aggiunta di “infiorescenze e foglie di Cannabis sativa L.” (canapa da fibra), durante il processo di fermentazione, conferisce alla bevanda un apporto benefico e salutare di gran lunga superiore oltre ad un’amplificazione e ricchezza del corredo aromatico.

Con D.M. del 23.07.2020, pubblicato in G.U. il 19.08.2020, il Ministero dell’Agricoltura ha affermato la natura agricola della “canapa sativa infiorescenza” per “usi estrattivi”, collocandola tra le piante officinali per le sue note proprietà benefiche.

I campioni più ricchi di composti aromatici sono risultati quelli macerati con le sole infiorescenze di canapa, grazie numerosissimi terpenoidi presenti; il sapore più delicato è risultato quello del mosto fermentato con i rami, con una nota amara ed una maggiore presenza di acidi organici.

Tutti i preparati hanno rilevato un aumento del numero di antiossidanti rispetto al gruppo di controllo e del CBD, componente fitocannabinoide della Cannabis, dall’effetto antinfiammatorio e calmante del sistema nervoso.

Rosario Sica, siciliano, 37 anni, è apicoltore ed erborista, specializzato in Scienze e Tecnologie Alimentari, con una micro-azienda apiaria nell’area dei Campi Flegrei (NA), in Campania, dove produce artigianalmente miele biologico secondo metodi naturali, a marchio Miel d’or.

Secondo il dott. Sica “anche se i quantitativi di canapa sono stati scelti per donare un delicato equilibrio organolettico, potrebbero essere incrementate le percentuali per aumentare il quantitativo di CBD estratto” garantendo, così, maggiori effetti benefici.

Una sperimentazione unica nel panorama mondiale che apre, di fatto, l’orizzonte a numerosi impieghi di specie.

(In copertina, dott. Sica, credit foto, Miel d’Or)

Massimo Antonino Cascone

Massimo Antonino Cascone

Dottore in Giurisprudenza, giornalista campano, cofondatore di “KairosTV” e membro di “Come Don Chisciotte”. Esperto di geopolitica e cultore dell’agroalimentare ecosostenibile. “È sempre l’occasione giusta per cambiare la realtà”.

 

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