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Turismo enogastronomico. Le esperienze più richieste? Green, sostenibili e socialmente responsabili.

Intervista esclusiva a Roberta Garibaldi, nuovo amministratore delegato di Enit-Agenzia nazionale del turismo. Designata dal Ministro del Turismo, Massimo Garavaglia.

Attrattivo, produttivo e sostenibile. L’identikit del nuovo turismo enogastronomico, malgrado la crisi pandemica, registra una crescita costante, al traino dei “viaggi del gusto”.

Così la prof.ssa Roberta Garibaldi che subentra al dottor Giuseppe Albeggiani in qualità di amministratore delegato di Enit-Agenzia nazionale del turismo. Designata dal Ministro del Turismo, Massimo Garavaglia.

La pandemia ha modificato le scelte del consumatore, oggi più selettivo ed attento ai temi della sostenibilità socio-ambientale, che “da turista vuole essere protagonista”, motivato dalla voglia di vivere in prima persona le esperienze a diretto contatto con la natura, all’aria aperta, premiando, così, i territori più virtuosi.

Si ricercano, così, sistemazioni come agriturismi (l’86% ha intenzione di alloggiarvi) e relais di campagna (59%), con una ricerca di soluzioni innovative, tra cui spiccano alberghi a tema cibo-vino (56%), glamping (29%) e case sugli alberi (32%). Nella scelta degli hotel, la presenza di un’offerta che valorizza i cibi tipici locali appare sempre più determinante, specie se la prima colazione è a base dei prodotti del luogo (80%). Favorita la destinazione Italia e la voglia di conoscenza del vasto patrimonio di sapori e di cucina locale, l’esperienza più gradita. Sicilia e Napoli in vetta alle preferenze italiane, Spagna e Parigi in vetta a quelle internazionali.

La ristorazione è tra le prime motivazioni di viaggio, soprattutto per i turisti stranieri. E spesso è proprio la scoperta di esperienze enogastronomiche a determinare il prolungamento dell’esperienza di viaggio.

turisti enogastronomici desiderano partecipare a esperienze enogastronomiche sostenibili, che si connotino sia per un approccio green, che per l’essere responsabili socialmente.

Questo, in sintesi, l’ultimo Rapporto “Turismo Enogastronomico e sostenibilità”presentato al Festival del Giornalismo Alimentare di Torino dalla prof.ssa Roberta Garibaldi, ben evidenzia quanto la sostenibilità sia divenuta oggi sempre più un driver di scelta non solo della meta, ma pure dell’esperienza enogastronomica.

Quest’ultimo Rapporto segue il Rapporto sul Turismo enogastronomico italiano 2021 presentato lo scorso Maggio al Senato della Repubblica  (ASA numero 16 di Maggio ) .

L’intervista esclusiva per ASA Magazine della prof.ssa Roberta Garibaldi:

  1. Professoressa Garibaldi, come si spiega il crescente interesse per il turismo enogastronomico?

E’ un turismo che abbina il turismo culturale, relazionale ed esperienziale, quindi la possibilità di condividere dei momenti- sicuramente oggi con un gruppo ristretto!- di amici, compagni, provare esperienze con tutti i sensi ed avere un approfondimento culturale che è così oggi desiderato e cercato dal turista.

  1. Vino e cibo saranno i principali attrattori della ripartenza, anche dei territori?

Ci credo profondamente. Ritengo che il tema del turismo enogastronomico, in generale, della valorizzazione dell’enogastronomia del turismo, concetto più ampio, sia fortemente un driver di ripartenza, perché valorizzando l’enogastronomia del turismo si valorizzano anche le aree interne, si creano nuove connessioni con le aree rurali ed urbane. Si riescono a preservare anche le ricette, le botteghe di vicinato, mercati dei produttori, le antiche drogherie e, dunque, un futuro più ecosostenibile, si preserva il paesaggio enogastronomico, si aiuta l’occupazione delle donne e dei giovani e, quindi, sono tanti i vantaggi.

  1. Com’è il nuovo turista enogastronomico post Covid?

Innovativo, sempre più consapevole, attivo, esigente e attento ai temi della sicurezza e della sostenibilità. La “maturità” acquisita pone i viaggiatori del gusto al centro di uno scenario di sviluppo più equilibrato dei territori e ne fa le “sentinelle” di un turismo virtuoso, che contribuisce alla tutela delle risorse locali e del paesaggio, che destagionalizza e crea nuovi equilibri tra urbano e rurale.

  1. Com’è cambiato l’approccio alla scelta del viaggio del turista dopo le limitazioni Covid?

Il turista è più esigente. Su tutti i parametri si è registrato un aumento delle richieste di valutazione di tutti i parametri, dal paesaggio in avanti e, quindi, c’è una forte richiesta di qualità da tutti i punti di vista. C’è stato tanto tempo per gli operatori, ma anche per riprogettare il tempo usato.

  1. Quali le esperienze più innovative del turismo enogastronomico?

Trekking, bike ed esperienze wellness nella natura, come il forest bathing e nature jumping, la possibilità di praticare sport in ambiti rurali (palestra, trekking, bici) e, quindi, attraverso la connessione con la natura si possa riprendere il benessere del nostro corpo (trend wellbeing).

  1. Quali sono le Regioni italiane più vocate nel settore?

Tra le regioni italiane, svetta la Sicilia come meta enogastronomica più desiderata seguita dall’Emilia-Romagna, dalla Campania e a seguire da Puglia e Toscana. La città preferita dai turisti enogastronomici italiani è Napoli, che precede Bologna, seguita da Palermo per gli italiani in generale e da Roma per i turisti enogastronomici. Sicuramente ci sono, poi, anche micro aree che hanno lavorato bene, come Langhe, Verona, Friuli.

  1. Quali saranno le tendenze del turismo Enogastronomico del futuro?

Il gusto del valore, il tema della collaborazione e sostenibilità ambientale a 360 gradi ma anche sociale ed economica, oltre il tema del benessere, nel senso di cibo che fa bene, forte digitalizzazione che porta ad un processo ampio di relazione sia prima dell’esperienza che dopo l’esperienza col turista, quindi prosegue nel tempo per le Aziende produttrici con i turisti. Il tema dell’innovazione, con nuovi luoghi e spazi, alberghi climatici, cibo e vino, tema degli aromi e dei giardini di fiori da visitare.

Sostenibilità, innovazione e diversificazione sono, dunque, le parole chiave per il futuro.

BREVE BIO

Roberta Garibaldi, Professore di Tourism Management all’Università degli Studi di Bergamo, da più di 20 anni si occupa professionalmente di turismo, in ambito accademico e istituzionale. Svolge attività di ricerca, formazione e consulenza, seguendo progetti applicati per lo sviluppo delle destinazioni e delle reti di turismo in Italia e nel mondo. È autore di numerosi libri e articoli scientifici. Da diversi anni si è dedicata, in particolare, al turismo enogastronomico, curando il Rapporto Annuale sul Turismo Enogastronomico Italiano. E’ relatore ai principali convegni a livello mondiale, da Unwto – agenzia per il turismo delle Nazioni Unite- al World Economic Forum di Davos. È componente di molteplici comitati scientifici ed associazioni nazionali ed internazionali.

Carmen Guerriero

Carmen Guerriero

Giornalista dal 1995, Studi Classici, Giurista, scrive di Archeologia, Storia e Cultura enogastronomica e viaggi, con servizi giornalistici da vari Paesi del mondo, specie Grecia e Turchia. Componente Comitato Tecnico Scientifico “Fondazione Sistema Irpinia” Ente Provincia Avellino, è membro U.G.I.V.I. (unione Giuristi della vite e del vino); G.I.S.T (Gruppo italiano Stampa Turistica); AIC (Accademia italiana della Cucina); AIS (Associazione italiana Sommelier).

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