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Monasterace (RC), il Museo dell’Antica Kaulon si rinnova

In questo periodo di momentanea chiusura, la Direzione renderà gratuito l’accesso al Parco archeologico dove proseguiranno le attività e le visite guidate.

Chiude momentaneamente per lavori di restauro il Museo dell’Antica Kaulon a Monasterace (Reggio Calabria). Una decisione resa necessaria dai lavori di ristrutturazione interna e di adeguamento alla normativa vigente, tra le priorità della Direzione regionale Musei Calabria guidata da Filippo Demma e sono finanziati dall’Amministrazione comunale di Monasterace che, in stretta collaborazione con il Museo diretto da Elisa Nisticò, si è attivata per consentire i lavori necessari.

Il sito dell’antica Caulon fu scoperto grazie agli scavi condotti dall’archeologo Paolo Orsi agli inizi del Novecento, E’ lo storico Strabone (Geografia, VI, 1, 10) che riferisce le origini dell’antica città di Caulonia o Kaulonìa (in greco antico: Καυλών), colonia della Magna Grecia, fondata dagli achei intorno all’VII sec. a.C.,  nell’odierna località di Monasterace Marina presso il promontorio di punta Stilo.

«Dopo il fiume Sagra c’è Caulonia, fondata dagli Achei e chiamata dapprima Aulonia, per la valle che si trova di fronte ad essa. Ora la città è abbandonata: i suoi abitanti, infatti, furono cacciati dai barbari in Sicilia, dove fondarono un’altra città di Caulonia»

Secondo la tradizione, il nome della città deriverebbe dal nome del suo fondatore, Caulon, figlio dell’amazzone Clete. Dopo la guerra di Troia, gli Achei guidati da Tifone di Aegium sbarcarono sulle coste della Calabria e, con l’aiuto dei Crotoniati, distrussero il regno di Clete. Si salvò solo suo figlio Caulon che avrebbe ricostruito la città. Strabone, invece, fa derivare il nome della città da auloniavallonia, valle profonda.

I resti dell’antica colonia magnogreca sono di particolare pregio, specie quelli rinvenuti nell’area sacra di un Tempio Dorico periptero dell V sec. a.C e quelli nell’area denominata “Casa Matta”, imponente edificio termale che ci ha restituito custodisce un mosaico policromo di 25 mq di superficie raffigurante un drago, dei delfini e dei motivi floreali, ritenuto il più grande mosaico di epoca ellenistica mai ritrovato in Italia.

Le fonti narrano anche che Caulon, grazie al porto dal doppio approdo alla foce della fiumara d’Assi, fosse una città con un fiorente commercio di legname, nonchè un’importante centro di produzione di vasellame, grazie anche alle materie prime come pietra, magnesia, sale, oro e piombo.

Anche gli scavi subacquei nell’area archeologica tra il tempio dorico e la foce del fiume hanno restituito ben 200 reperti conservati presso il Museo Archeologico di Monasterace Marina, tra cui una tabula bronzea iscritta, “Tabula Cauloniensis”, con dedica a Zeus in alfabeto acheo (470-460 a.C.).

Oltre al Drago nel sito di Casa Matta, all’interno del parco, i resti di un’antica abitazione di lusso hanno restituito un’altra opera pavimentale con  drago marino, databile al III sec., a.C , ora conservata presso il Museo di Monasterace.

Questo nuovo assetto che permetterà la fruizione in sicurezza degli spazi museali, sarà un innovativo alveo dove programmare e organizzare eventi per valorizzare la preziosa collezione del Museo.

Le attività di promozione continueranno con la realizzazione di format e contenuti digitali, così come proseguiranno le attività già in corso di digitalizzazione delle collezioni esposte e conservate nei depositi, di catalogazione dei reperti e di verifica del loro stato e si realizzeranno i progetti di allestimento dei nuovi percorsi espositivi, delle mostre permanenti e temporanee. Il dialogo con i visitatori continuerà quindi con aggiornamenti periodici sui social e sui siti istituzionali.

FEDERICA ANNA GUERRIERO

Giornalista, è laureanda in Marketing e Comunicazione presso l’Università La Bicocca di Milano. Appassionata di viaggi, ha padronanza di diverse lingue e scrive di turismo, moda e cultura enogastronomica.

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