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TESORO DI SANT’EUFEMIA, CEILINGS AL MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI LAMEZIA TERME

Il prezioso Tesoro di Sant'Eufemia, in parte custodito anche al British Museum di Londra, diventa spunto per una singolare opera moderna: "Tutte le cose si compiono" chiude la terza edizione di Ceilings, progetto dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro.

Tutte le cose si compiono“. Questo il titolo per l’opera, a firma di Claudia Giannuli, pensata per il Museo archeologico nazionale lametino, diretto da Simona Bruni, a chiusura della terza edizione di Ceilings.

Un progetto dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro che restituisce simbolicamente un frammento di storia importante a tutto il territorio calabrese. Una Calabria che riscopre l’antico splendore anche come civiltà magno greca fiorente, raffinata, colta ed artistica, nella piana tra le odierne Lamezia Terme e Sant’Eufemia Vetere, luoghi di fondazione di Terina, colonia di Crotone del V secolo a.C.

Sala terina, credit photo Museo Archeologico naz. Lamezia Terme

L’opera della Giannuli prende spunto dalla preziosa collezione permanente del Museo lametino per omaggiare il Tesoro di Sant’Eufemia, un finissimo corredo di rari monili in oro tra il 330 e il 300 a.C. provenienti dall’antica colonia greca di Terina, trovato casualmente da due contadini nel 1865 in contrada “Elemosina”, una collinetta poco distante dall’abitato di Sant’Eufemia Vetere (Lamezia Terme), all’interno della tomba di Agatocle, signore di Siracusa.

Non comprendendone l’inestimabile valore artistico delle opere – la più fine fattura d’arte greca del IV secolo a.C. –  la rozza ignoranza dei due contadini li indusse non solo a trafugare il tesoro, ma, in parte, a spezzarlo e venderlo -“semplicemente come oro” – ad un orefice che, nel 1896, a sua volta, ne cedette una parte al British Museum di Londra, dove tutt’ora si trova.

Non un semplice tesoro, ma il più importante ritrovamento al mondo della più fine arte di oreficeria della Magna Grecia, composto da un diadema, parti di due o tre collane, terminali di un paio di orecchini a spirale, pezzi di alcune cinture, un anello e frammenti di altri ornamenti, oggetti realizzati con tecniche orafe altamente sofisticate e delicate, come cesellatura, martellatura e filigrana, complesse anche per la moderna oreficeria.

Ma chi era sant’Eufemia?

Eufemia da Calcedonia è stata una giovinetta, di soli 15 anni,, originaria di Calcedonia in Bitinia divenuta martire per la chiesa ortodossa a seguito del suo calvario di persecuzione, tortura e morte in pasto ai leoni.

Sant’Eufemia di Francisco Zurbaran(1598-1664).1637. Museo del Prado. Madrid. Spagna

E’ lo storico lametino Vincenzo Villella che, attraverso la sua opera (Le reliquie di Santa Eufemia, inCalabria Edizioni, 2011), restituisce una ricostruzione storica accurata che finisce per essere strettamente collegata con quella dell’Abbazia di Sant’Eufemia, da cui provengono le reliquie della Santa di Calcedonia, tuttora custodite nella chiesa di San Giovanni Battista a Sant’Eufemia Vetere (Lamezia Terme).

Il tesoro, trasfigurazione moderna

L’opera di Giannuli restituisce al Museo una risignificazione del diadema, un originale spunto per riflettere sulla potenza simbolica degli ornamenti nel passato.

Così foglie bianche in ceramica o rosa come si vede nell’animazione 3D, occludono gli occhi che sono mezzo di conoscenza del mondo, un mondo che proprio nel periodo di lockdown, che ha attraversato questa edizione di Ceilings, abbiamo visto scomparire per mesi.

L’opera che si compone di una video animazione in loop su monitor e da una scultura in ceramica e ottone in teca rimarrà visitabile in maniera permanente al museo e sarà inserita nel catalogo della terza edizione del progetto Ceilings.

Opera , credit photo Museo Archeologico naz. Lamezia Terme

Il lavoro cofinanziato dalla Regione Calabria si è svolto con la sinergia di docenti e studenti dell’Accademia, i professori Andrea Grosso Ciponte, Lea Urzino e le allieve Michela Intrieri, Maria Gilda Perri e Giorgia Rosi.

Simona Caramia è la curatrice dell’intervento e il direttore artistico dell’intero progetto.

DETTAGLI

L’inaugurazione e Talk con l’artista si terrà martedì 25 gennaio con ingresso gratuito.

ore 10:30

Simona Bruni, direttore Museo archeologico Lametino e Museo archeologico di Mètauros

Virgilio Piccari, direttore Accademia di Belle Arti di Catanzaro

Simona Caramia, curatrice e docente Accademia di Belle Arti di Catanzaro

Claudia Giannuli, artista e docente Accademia di Belle Arti di Catanzaro

A seguire inaugurazione dell’opera.

In collaborazione con Direzione Regionale Musei Calabria- Ministero della Cultura

a cura di CG

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