Arte e cultura

VENEZIA, RIAPRE PALAZZO PESARO DEGLI ORFEI, DIMORA E LABORATORIO DI MARIANO FORTUNY Y MADRAZO

Non più solamente spazio espositivo temporaneo, ma un museo permanente, in cui Mariano Fortuny ed il suo universo di luce ed innovazione tornano protagonisti. Riapertura del Museo Fortuny Mercoledì 9 marzo

Il gotico palazzo veneziano che fu dimora e laboratorio di Mariano Fortuny y Madrazo (Granada 1871, Venezia 1949) e della musa, moglie e sodale Henriette Nigrin, luogo di riferimento agli inizi del Novecento della élite intellettuale europea e centro produttivo nella cosmopolita e industriosa Venezia, riapre le porte, dopo i necessari interventi conservativi al piano terra (fortemente danneggiato dall’Acqua Granda nel novembre
2019) e il riallestimento complessivo dei piani nobili, con un nuovo destino: non più solamente spazio espositivo temporaneo, ma un museo permanente, in cui Mariano Fortuny e il suo universo di luce e innovazione tornano protagonisti. I consistenti lavori di ripristino e messa in sicurezza, seguiti dal Comune di Venezia e dall’Ufficio tecnico e Manutenzioni della Fondazione Musei Civici di Venezia e finanziati tramite Art Bonus grazie all’importate contributo del marchio leader PAM Panorama, hanno infatti permesso il restauro del portego cui si accede da Campo San Beneto, con la riorganizzazione completa dei servizi di accoglienza.

Mariano Fortuny y Madrazo, autoritratto, credit photo collezione @Museo Fortuny, Venezia

Nel contempo si è potuto ripensare l’allestimento degli ambienti fascinosi di Palazzo Pesaro degli Orfei in senso filologico, con la restituzione delle sale alla memoria e alla geniale e talentuosa vita dell’artista
spagnolo – di cui si sono celebrati i 150 anni dalla nascita nel 2021 – e con la riapertura ai
piani nobili delle meravigliose polifore, punto focale dell’architettura del Palazzo, ora
pienamente valorizzata, e fonte di luce naturale modulata in base alle necessità.
Il percorso espositivo, di straordinaria suggestione, è stato curato dal maestro Pier Luigi
Pizzi con Gabriella Belli e Chiara Squarcina.
Un’autentica immersione nell’atmosfera di un luogo rinomato e centrale per la Venezia
del tempo, così come testimoniata da tante fotografie d’epoca che hanno immortalato alcuni di questi ambienti, permettendo di cogliere gusti, presenze, accostamenti, rimandi e relazioni tra personaggi, oggetti, creazioni, arti e saperi. Il retroterra moresco, la cultura classica, le influenze orientali, il mito e il mondo wagneriano, i suoi molteplici interessi e passioni; e poi dipinti suoi e del padre, scenografie teatrali e invenzioni illuminotecniche, meravigliosi abiti e incredibili tessuti frutto del genio di Mariano e Henriette, archivi fotografici, opere della collezione personale, documenti e brevetti, testimonianze degli artisti e degli amici che al tempo giungevano a Venezia, convivono e trovano nuova luce nel Palazzo veneziano, visitabile tutto l’anno con il nuovo percorso permanente e sede espositiva di mostre temporanee dedicate alla contemporaneità.
Preziosa sarà per i prossimi 5 anni la collaborazione con Tessuti Artistici Fortuny SRL.

Intanto l’inaugurazione del Museo – festeggiata il 5 e il 6 marzo con due giorni straordinari a ingresso gratuito, previa prenotazione obbligatoria – sarà l’occasione per presentare per la prima volta al pubblico, in esposizione temporanea a Palazzo Fortuny, l’eccezionale donazione ricevuta dalla Fondazione dei Musei Civici di Venezia, di un nucleo di opere di artisti americani di primo piano della raccolta Panza di Biumo: un omaggio in memoria di uno dei più importanti collezionisti del Novecento.

www.visitmuve.it

Redazione

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