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“E’ DALLE GIOVANI GENERAZIONI CHE BISOGNA PARTIRE “. Intervista a Camilla Lunelli.

Una sfida professionale quotidiana per tante ragazze, giovani e preparate, determinate ad essere all’altezza del ruolo, spesso costretto nelle maglie di vecchi pregiudizi

Donne e Vino. Una lenta evoluzione di creatività, competenze ed innovazioni, specie nelle aziende con passaggio generazionale. Su queste tematiche così delicate ASA Magazine ha intervistato la d.ssa Camilla Lunelli, responsabile della comunicazione di Cantine FerrariGruppo Lunelli. Un esempio per giovani donne che, dopo gli studi, guardano al mondo del vino.

vigneti Ferrari, credit foto @Ferrari Trentodoc

Gli ultimi dati Coldiretti registrano una presenza femminile crescente nel mondo del vino. Quali, secondo Lei le ragioni? ADR: E’ un fenomeno effettivamente in atto ormai negli ultimi 30 anni, un grande passo avanti rispetto a 50 anni fa, ma per me non è un risultato soddisfacente. E’ un percorso che saluto con grandissimo favore, ma che è lungi dall’essere completato per cui faccio sempre con tantissimo piacere l’appello alle ragazze perché è dalle generazioni giovani che bisogna partire: fiducia e forza in se stesse, con la consapevolezza che incontreranno più difficoltà dei loro compagni di scuola. Crescendo, una ragazza neolaureata che si affacci nel mondo del lavoro già sconta una serie di pregiudizi sociali su quello che sarà il suo percorso di carriera, come le differenze salariali. Ma il problema strutturale è di un onere familiare, percepito come “solo delle donne”. Un retaggio culturale inaccettabile la cui modifica va accellerata con delle politiche attive, come welfare e sgravi all’impreditoria femminile”.

vigneti Ferrari, credit foto @Ferrari Trentodoc

Innovazione, in vigna ed in cantina. Cresce del 51% la presenza delle under 35, molte da facoltà STEM. Approccio diverso o valore aggiunto? ADR: Più c’è contaminazione, più c’è diversità più l’ambiente è ricco, stimolante e aperto. Mi piace più un approccio che non dia attributi di genere, ma valorizzi la diversità, Secondo dati molto positivi, le cantine gestite da donne fanno più qualità e sono più sostenibili, generalmente con percentuale più alta di produzione DOC, DOCG, legame più forte col territorio e tendenzialmente una qualità superiore. L’altro aspetto è una percentuale maggiore di produzione di vino biologico, biodinamico.

vigneti Ferrari, credit foto @Ferrari Trentodoc

Un tema focale dell’azienda è la sostenibilità ambientale. Ci racconta? ADR: Ci lavoriamo da anni, abbiamo convertito in biologico tutti i nostri vigneti e diffuso la nostra cultura della sostenibilità sul territorio. Dati i volumi importanti, ricorriamo ad oltre 600 viticoltori trentini con proprietà media molto piccola. Negli anni siamo riusciti a farli aderire al protocollo certificato da CSQA denominato “Il Vigneto Ferrari – per una viticoltura di montagna sostenibile e salubre”, appena un passo sotto la certificazione dell’agricoltura biologica, che bandisce l’utilizzo di pesticidi, erbicidi e concimi di sintesi e lavora molto sulla fertilità naturale del terreno. Siamo particolarmente orgogliosi di essere stati precursori e di aver portato la cultura della sostenibilità. Ora il trend è sicuramente questo e la sensibilità femminile darà un contributo significativo.  

Ha lavorato in Africa in esperienze di cooperazione internazionale. Quanto sono state performanti e utili? ADR: Mi sento molto a mio agio e nel posto giusto in entrambe le situazioni. Umanamente e professionalmente è stato molto arricchente,  in termini di soft skills è stato formativo. Non c’è contraddizione con l’esperienza in Africa, fare impresa in maniera seria ed etica, creare valore per territorio e le persone che lavorano con te ed intorno a te, è una delle forme di contribuzione al bene comune più alta che ci sia. Anche la capacità di mettere un po’ in prospettiva le priorità.

Azienda Ferrari, credit foto @Ferrari Trentodoc

Il modo della comunicazione è cambiato. Crede nelle opportunità offerte dal web e dai digital media? ADR: Il digital non è più una scelta ma, piuttosto, una straordinaria opportunità, specie per le cantine piccole. Il contributo femminile su questo fronte è stato più significativo negli ultimi anni rispetto a quello produttivo o enologico, grazie anche alle grandi comunicatrici donne, come Giornaliste del vino e Sommelier. Ma se a livello di opinion leader internazionali e sommelier donne dei grandi ristoranti, trovo ci sia ancora tanto da fare, sul fronte giornalistico, invece, c’è grande presenza ed autorevolezza ed una comunicazione del vino più friendly. Saluto con favore una comunicazione sempre più vicina al consumatore appassionato piuttosto che ristretta ad una piccola nicchia di conoscitori. Insomma, meno tecnicismo e più storie sul vino che, oltre qualità intrinseca, ha anche valore aggiunto per la poesia che porta con sé.

Quali le prospettive future dell’azienda? ADR: Nonostante il periodo covid, restiamo estremamente positivi e fiduciosi nel futuro sul potenziale del nostro marchio. Prova è l’ingresso in Formula 1, salutato, specie in Italia, come da una spinta corale. Altra prova è il grosso ampliamento delle cantine a Trento.”Prospettive di volumi importanti come i nostri richiedono nuovi spazi. Lavoriamo, poi, al primo record di sostenibilità con nuovi vigneti più in alta quota (circa 700 mt.), per contrastare il riscaldamento globale, operazione non semplice, anche per le minori rese.

Quali gli interessi che l’appassionano? ADR: La mia grande passione è la montagna, in tutte le sue forme, in tutte le stagioni, trekking, arrampicata, sci d’alpinismo.

Quale l’etichetta della sua estate? ADR: Bollicine, Ferrari Maximum Blanc de Blancs, stile classico, fresco e fragrante e Villa Margon, dal ‘87, vino bianco, fermo, secco da uve Chardonnay.

Un consiglio alle giovani donne che vogliono avvicinarsi al mondo del vino? ADR: Avere una grande passione e fiducia in sé, mai pensare che qualcosa possa essere preclusa, in particolare per il solo fatto di essere donna.

Carmen Guerriero

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