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BAIA, LE BOLLICINE CELEBRANO LA GIOIA CON I COLORI DI PROCIDA

Lo stile classico di Villa Matilde strizza l’occhio al fashion ed alla modernità. Baia è più di un vino spumante. E’ un innovativo progetto dedicato all’isola di Procida declinato in una linea di prodotti giovani, freschi, che esprimono la gioia di vivere anche nella gamma cromatica nelle sfumature pastello della Corricella, incantevole borgo di pescatori dell’isola

Villa Matilde è la visione di mio padre che quasi 60 anni fa insieme a mia madre, avviò questo progetto per dare senso e valore a questa terra meravigliosa dell’Ager falernum, un’area pressocchè dimenticata sotto il profilo vitivinicolo, ma anche di sviluppo e di conoscenza. Se oggi siamo qui è grazie al grande lavoro di passione ed unità familiare che sono riusciti a portare avanti ed a trasferire a noi figli e, dunque, ai nostri figli. Una storia di famiglia, una scelta di vita volta alla valorizzazione di un territorio. Incontro Maria Ida Avallone nell’azienda vitivinicola di famiglia Villa Matilde Avallone, a Cellole (CE) Campania, nell’area, anticamente conosciuta come Ager Falernus e dove, tutt’ora, si produce il Falerno del Massico DOP Terroir.

foto courtesy @Villa Matilde

Con il fratello Salvatore Avv. Avallone, è la seconda generazione dell’azienda iniziata nel 1965, con il papà Francesco Paolo Avallone, Avvocato e appassionato cultore di storia e di vini antichi.

Il nome dell’azienda, Matilde è un inno alla forza evocativa dell’origine germanica Mahthildis (maht o macht, mahti, “forza”, “potenza” e hild o hildi, “battaglia”), “potente in battaglia” o “forte guerriera”, ma, soprattutto, all’amatissima moglie, cui l’azienda è dedicata.

vigneti, Villa Matilde, Cellole, credit@Villa Matilde

Gli studi e le scoperte del prof. Avv. Avallone hanno impresso fortemente un segno nella viticoltura italiana ed internazionale, riuscendo, dopo anni di ricerca e di sperimentazione, ad individuare le varietà di uva con cui si produceva il mitico Falerno ed a rintracciare pochi ceppi di quelle viti, dirette discendenti delle varietà coltivate nell’Ager Falernum oltre 2.500 anni addietro. Grazie al professore, i vitigni del Falerno, sopravvissuti miracolosamente alla devastazione della filossera di fine ottocento, con l’aiuto di pochi contadini locali furono reimpiantati proprio nel territorio del Massico, l’antico habitat naturale.

Baia, Villa Matilde, Cellole, credit photo@Carmen Guerriero

Storie preziose che si intrecciano a ricorrenze familiari celebrate, ogni anno, il 14 marzo. Festeggiamo Santa Matilde oggi, ma anche il compleanno di mio padre, 15 marzo, un’occasione speciale per stringerci tutti insieme a chi ha permesso a Villa Matilde di nascere – racconta Maria Ida.

E’ tradizione festeggiare questa occasione con l’uscita delle nuove annate di bianchi. “I miei genitori se ne sono andati così come hanno vissuto, insieme. Da quel momento, dal 2007, io e mio fratello abbiamo deciso di celebrare il loro ricordo facendo sì che a metà marzo fossero pronte le nuove annate di bianchi. Mi riferisco alle nostre espressioni di falanghina, Sinuèssa IGP e Falerno del Massico bianco, la nuova annata di Vigna Caracci, cru di Falerno bianco, sempre una falanghina, cui, nel tempo, abbiamo aggiunto anche i vini bianchi irpini, dai vigneti a Pietradefusi, dove da circa ventanni abbiamo un’altra sede della cantina- continua Maria Ida.

le case colorate della Corricella, PROCIDA, credit photo@Carmen Guerriero

Oggi presentiamo una falanghina spumantizzata, metodo martinotti, che abbiamo chiamato “Baia”, secondo un progetto “I colori di Procida”, dedicato alla baia della Corricella dell’isola di Procida a cui la mia famiglia è particolarmente legata, per evocarne i colori policromi delle case richiamati sulle etichette serigrafate e contribuire a diffondere la conoscenza di quest’isola che quest’anno è Capitale della cultura italiana.

Uno spumante che, come Procida, vuole diffondere cultura e bellezza della Campania? E’ un progetto che io e mio fratello abbiamo voluto far portare avanti dalla terza generazione, mia figlia Maria Cristina, enologa e mio nipote, che studia marketing – precisa Maria Ida. La logica di questo prodotto è verso produzione di qualità estrema, ma anche giovanile. Credo molto nei giovani e nella loro migliore predisposizione al mondo del vino, per la crescita della cultura enologica. Fashion, luxury e eleganza del lifestyle coniugati in un prodotto, ottenuto con falanghina, metodo martinotti, ma con un periodo in autoclave prolungato di 12 mesi sui lieviti, perlage fine, sottile, bellissima persistenza, molto concentrato. Un grandissimo prodotto moderno e fashion, dove grafica, colori, progetto di Procida, moda non come retorica, ma sostanza e coerenza con il territorio. Un vino che, siamo certi, ci darà molta soddisfazione, perché sicuramente moderno. Esce fuori dalla gamma classica, tant’è che ha un proprio sito dedicato: “I colori di Procida, vivi la Matilde Avallone”.

vigneti Roccamonfina, Villa Matilde, photo courtesy

Lungo le pendici del vulcano spento di Roccamonfina si trovano  le tenute di San Castrese e di Parco Nuovo, con 70 HA di antichi vitigni a bacca rossa, Aglianico (cioè l’antico Hellenico) e Piedirosso, da cui si ottiene il Falerno Rosso e la Falanghina, destinata soprattutto alla produzione del Falerno Bianco, del Vigna Caracci e dello Spumante Mata. Un terroir singolare, mix di note minerali e note marine e salmastre con un microclima unico, protetto da una catena montuosa. La Tenuta Pietrafusa, inaugurata nel 2004, invece, estende oltre 25 ettari vitati nel distretto delle D.O.C.G. irpine.

degustazione Villa Matilde, credit photo@Carmen Guerriero

Come di rito, la degustazione delle nuove annate ha previsto una sequenza di bianchi: Falanghina Sinuessa IGP Roccamonfina, Fiano di Avellino Montelapio, Greco di Tufo, Altavilla Irpina, Falerno del Massico bianco tutti 2021 e Vigna Caracci 2018, splendore dorato nel calice che, lentamente, apre a fiori bianchi e sentori agrumati, traghettando suadenti note mielate fino a quella iodate, con chiusura pulita ed equilibrata. In tutto 10 vini più qualche sorpresa – spiega Maria Ida – per leggere una vendemmia intrigante, un po’ tardiva rispetto alle altre, ma questo ha consentito al frutto di esprimersi in una maniera importante arricchendo molto il naso e conferendo una buona struttura, dunque, vini bilanciati già ora, il che lascia pensare che, nel tempo, daranno massima soddisfazione.

Molto particolare il Terre Cerase 2021, rosato igp Campania 2021, elegante ed in stile provenzale, note di rosa canina e fresca acidità fruttata di lampone, buona struttura tannica, chiusura netta e fine. Non a caso è stato premiato con la Medaglia d’oro al Concorso mondiale di Bruxelles.

Questi saranno anche i vini che presenterete al prossimo Vinitaly? Assolutamente – conclude Maria Ida ci sarà anche una riserva di Greco di Tufo, quindi la 2019 con la particolarità delle uve fatte fermentare in terracotta. Credo sia la prima espressione di Greco vinificata in terracotta.

Carmen Guerriero

 

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